Il dolore
Un murale per Gramsci sulla casa popolare Ed è polemica politica
FIRENZE
A due anni dal murale di Nelson Mandela in piazza Leopoldo, Jorit torna a Firenze per realizzare - in massimo 15 giorni (tempo permettendo) - una nuova opera su un edificio di edilizia popolare: dipinger in via Canova, su una parete di 213 mq, un grande ritratto di Antonio Gramsci. Jorit ha iniziato la fase preliminare del murale tracciando a tutta parete una frase, in questo caso riflessioni di Gramsci tratte da 'Lettere dal carcere', ovvero «Anche quando tutto o pare perduto, bisogna rimettersi tranquillamente all'opera, ricominciando dall'inizio... La crisi consiste appunto nel fatto che il vecchio muore e il nuovo non pu nascere». L'iniziativa, promossa dall'associazione culturale Teatro Puccini, in collaborazione con Comune di Firenze e Casa spa. «Gramsci - ha ricordato Cristina Noferi, presidente dell'associazione culturale Teatro Puccini - resta uno dei pochi personaggi storici intellettuali italiani studiati in tutto il mondo per il suo pensiero filosofico della politica». L'assessore alle politiche giovanili di Palazzo Vecchio Cosimo Guccione ha sottolineato che «in questo momento ancora pi rilevante valorizzare e rigenerare gli spazi abitativi di Firenze, dove i cittadini sono chiamati a restare per fronteggiare la pandemia».
Critiche da parte di Forza Italia e Fratelli d'Italia sulla realizzazione del murale raffigurante Antonio Gramsci, in via Canova a Firenze. Il capogruppo di Fi a Palazzo Vecchio Jacopo Cellai chiede tra l'altro al sindaco Dario Nardella «se gli abitanti del palazzo di via Canova si cui è stato realizzato sono stati interpellati e consultati» e rileva che se Gramsci «è indubbiamente un importante intellettuale, un pensatore di grandissimo livello e un coraggioso politico antifascista del Novecento è allo stesso tempo un convinto comunista leninista. Può una figura come quella di Gramsci conciliarsi con i valori di libertà e democrazia che ci dovrebbero accomunare?». Il capogruppo di Fdi Alessandro Draghi ha sottolineato che «la Firenze di Nardella si sta riempiendo di enormi murales dal palese richiamo ideologico: un'iconografia che ricalca quella dei regimi totalitari, ma in assenza di coerenza e di coraggio». —
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