Gioco
Con l’Otello di Mehta il Maggio sbarca in tv Ma Pereira si sfoga «Servono eventi live»
Lunedì prossimo alle 21 appuntamento serale sulla Rai Il sovrintendente: con lo streaming non c’è futuro per noi
GABRIELE RIZZA
Sulle acque agitate dell'”Otello” verdiano che lunedì 30 novembre alle 21 passa in diretta Rai (oltre che in streaming sui social del teatro), il sovrintendente del Maggio Alexander Pereira, “rimproverato” di spendere troppo, anche di questi tempi che il virus ha modificato abitudini, ascolti, congiunture, non fa una piega. Ribadendo un concetto che fin dal suo arrivo a Firenze, ha fatto da parafulmine a qualsiasi contestazione: “Io sono l'unico in grado di trovare i soldi”. Che servono a riportare il Maggio sul gradino più alto del podio dei festival internazionali. Gli sponsor non potranno ovviamente essere la soluzione perchè se il pubblico non torna al botteghino non c'è sponsor che tenga. Ma intanto, grazie a Philippe Foriel-Destezet, magnate francese il cui patrimonio netto stando a Wikipedia ammonta a 2,8 miliardi di dollari e che con 300mila euro ha coperto tutte le spese di produzione, l'“Otello” non più moro del regista Valerio Binasco sbarca vittorioso a Cipro e occupa il palcoscenico guidato da Zubin Mehta davanti alle telecamere della Rai. «Una delle sfide più grandi in questo momento – precisa Pereira – è dare la sicurezza a tutti i collaboratori del teatro; da settembre li abbiamo testati periodicamente e continuiamo a farlo. Così abbiamo potuto assicurare coro e orchestra che hanno lavorato in sicurezza e tranquillità. In attesa che questa emergenza finisca, stiamo negoziando con la Rai un nuovo accordo per il Maggio del prossimo anno». E allora che Otello sia. Con le scene di Guido Fiorato, i costumi di Gianluca Falaschi, le luci di Pasquale Mari. E un cast stellare. Che vede Fabio Sartori nel ruolo del titolo (“durante le recite di 'Nabucco' ho potuto ascoltare i consigli di Plácido Domingo”), Marina Rebeka al suo debutto come Desdemona, per la prima volta a Firenze, e Luca Salsi nei panni di Jago. “Il mio Otello – spiega Binasco – si muove in epoca moderna, ma senza riferimenti precisi: oscilla fra il grande della storia, Venezia, le conquiste, il condottiero, e il piccolo di una vicenda privata, un marito e una moglie che soffrono entrambi di troppo amore. Otello sa vincere le guerre sul mare ma non la forza dei sentimenti fra le mura domestiche”. Per Zubin Mehta, che il capolavoro versino ha diretto ovunque, da New York a Londra a Berlino, “questa è una delle produzioni più belle e con maggior sostanza grazie a un regista che conosce molto bene il senso della tragedia e ad un cast davvero ideale. Orchestra e coro suonano e cantano protetti da schermi e mascherine ma il suono non ne risente. Fra gli interpreti non dimenticherò mai l'Otello di Jon Wickers col suo accento canadese e quello di Placido Domingo dall'inflessione spagnola. Ai quali ora aggiungo Fabio Sartori col suo accento veneto”.
Intanto il sovrintendente Pereira torna alla carica sul tema della capienza nei teatri in vista di una loro riapertura dopo la seconda ondata dell'emergenza. «Quando il ministero ha dato la possibilità di riaprire, il teatro del Maggio ha cercato di fare del suo meglio - ha spiegato Pereira - ma se in futuro non ci sarà la possibilità di accogliere di nuovo il pubblico non sarà possibile riaprire il teatro. Ho cercato di fare dei tentativi tramite lo streaming, ma abbiamo avuto 300-400 persone che hanno comprato lo spettacolo in streaming e così è impossibile finanziarie le opere, questo non sarà il futuro. O c'è uno sponsor che dà un grande contributo, altrimenti non sarà possibile tenere il teatro aperto senza un pubblico di almeno 700-800 persone». —
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