“Colpa d’Alfredo”, Vasco rimesso a nuovo: ecco il cofanetto con libro e testimonianze
Venerdì esce la ristampa dell’album del rocker di Zocca uscito quarant’ anni fa
Proseguono per Vasco Rossi le celebrazioni per i quarantennali delle sue uscite discografiche. Dopo “Ma cosa vuoi che sia una canzone” (1978/2018), “Non siamo mica gli americani!” (1979/2019) arriva la ristampa di “Colpa d’Alfredo” (1980/2020). “Colpa d’Alfredo R"PLAY Edition 40th", disponibile da venerdì 27, verrà pubblicato, senza inediti, in tre versioni: un cofanetto Deluxe da collezione, in edizione limitata numerata (per 85 euro), che include: un libro di 128 pagine, scritto dal giornalista e critico musicale Marco Mangiarotti, con i racconti dello stesso Vasco e le testimonianze dei musicisti che hanno partecipato alla realizzazione dell’album, oltre a molte foto e contenuti inediti ed esclusivi; l’album originale a 33 giri; il 45 giri “Non l’hai mica capito/Asilo ‘Republic’”; il CD in versione vinyl replica; la musicassetta; il gadget (la maschera di cartone che riproduce il viso di Vasco con l’occhio nero); e il cortometraggio di animazione di “Anima Fragile”, scaricabile tramite un QR-Code. Le altre versioni disponibili sono: un Hardcoverbook di 32 pagine con contenuti esclusivi + CD e un LP - Long Playing originale (180gr.) rimasterizzato.
La versione 2020 del disco riporta anche la copertina originale (quella con Vasco Rossi con un occhio nero, perché ogni canzone è un cazzotto) che nel 1979 fu “spostata” sulla quarta di copertina del vinile. “Colpa d’Alfredo” fu un album di svolta, quello che lo traghettò dal cantautorato al rock, con l’ingresso di Maurizio Solieri che, con la sua chitarra, dette un grande sigillo rock e punk. Fu pure il disco che lo avvicinò al grande pubblico.
La fama arrivò grazie anche all’omonima canzone, che oggi sarebbe considerata politicamente scorretta ma che già allora gli provocò qualche guaio. Lo svela l’intervista contenuta nel libro di Mangiarotti in allegato al cofanetto (dove si scopre anche un Rossi più intellettuale e grande lettore, politicamente anarchico). Vasco racconta che quel brano, proprio per il suo testo, non fu scelto come singolo ma non fu nemmeno toccato nei contenuti. Questo, secondo il rocker, perché il disco uscì per una discografica indipendente (la Targa), una major, dice, non lo avrebbe messo nel disco.
Eppure proprio quel brano fu “adottato” dalle radio libere, soprattutto milanesi, portando il suo autore fuori dalla ristretta cerchia emiliana. In merito al testo, ispirato a un episodio biografico, Vasco dice che era un linguaggio goliardico, quello dei locali, delle discoteche della provincia. La famosa frase incriminata arrivava in un contesto diverso dall’oggi e i neri di riferimento sono gli afroamericani arrivati in Emilia per studio o musicisti, famosi per le loro prestazioni sessuali. Ma “Colpa d’Alfredo” ha anche una vena più profonda, intensa. “Anima Fragile”, una ballata autobiografica, voce e piano, vede allo strumento l’ultima apparizione di Gaetano Curreri, ormai con i suoi Stadio e non più legato a Vasco. Il brano diviene il singolo di questa nuova edizione del disco, accompagnato da un bel video d’animazione disegnato interamente a mano da Rosanna Mezzanotte, con le animazioni di Tommaso Arosio e Matteo Manzini, il soggetto e la sceneggiatura di Arturo Bertusi e Roberto Lepore. Il video, scaricabile in HD per gli acquirenti del cofanetto, è disponibile su YouTube. A quarant’anni di distanza “Colpa d’Alfredo” resta una delle pietre miliari della produzione di Vasco. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
