Gioco
Modigliani, poesia e femminismo: ecco il mondo di Hastings
Con la partecipazione delle Cicale Operose online sabato un incontro dedicato all’artista
LIVORNO. Beatrice Hastings, scrittrice, poetessa, giornalista, femminista ed indomabile polemista, era una personalità poliedrica ed all'avanguardia per i suoi tempi. La sua figura di intellettuale è però rimasta a lungo avvolta nell'oblìo, venendo invece quasi sempre essenzialmente ricordata per il suo turbinoso legame con Amedeo Modigliani di cui è stata amante e musa ispiratrice. A lei è dedicato il prossimo appuntamento online per il “Sabato dell'Archivio” in programma sabato 21 novembre (ore 17,30) sulla pagina Facebook dell'Archivio di Stato di Livorno con la partecipazione degli autori Federico Tortora e Maristella Diotaiuti introdotti dalla docente, scrittrice e poetessa Floriana Coppola.
A riportare finalmente Beatrice Hastings all'attualità sono stati proprio Maristella Diotaiuti e Federico Tortora, gestori del Caffè letterario “Le cicale operose”, che hanno appena pubblicato la seconda edizione riveduta ed ampliata dell'antologia “Beatrice Hastings in full revolt”. La genesi del libro, a partire dalla sua prima edizione, si interseca con il centenario dalla scomparsa di Amedeo Modigliani, avvenuta a Parigi il 24 gennaio 1920, nella cui breve esistenza tre donne hanno avuto una particolare rilevanza sul piano non solo sentimentale, ma pure intellettuale: «L'avvio – commenta Maristella Diotatiuti – è infatti scaturito dall'incontro con le tre donne che hanno stretto un rapporto anche amoroso con Modigliani ovvero Jeanne Hèbuterne, la poetessa russa Anna Achmatova ed appunto Beatrice Hastings sulla quale da una parte abbiamo trovato un eccesso di notizie, spesso piuttosto denigratorie, mentre dall'altra si riscontrava un silenzio totale. Si sapeva soltanto che era una poetessa inglese, ma non si trovavano le sue opere e neppure biografie.
Questo duplice aspetto ci ha incuriosito facendo partire la ricerca, incontrando però una estrema difficoltà ad individuarne gli scritti avendo lei una certa tendenza al mascheramento con il largo utilizzo di pseudonimi. Sulla rivista britannica “The new age”, dove scriveva, abbiamo scoperto almeno una quindicina di suoi “nom de plume”. Inoltre i suoi scritti sono disseminati in tutto il mondo dal Sud Africa al Canada, dagli Stati Uniti all'Inghilterra». Altre difficoltà sono poi derivate dalla comprensione dei testi non di rado piuttosto complessi: «Ma poi sono riuscita ad entrare nella sua scrittura talora molto ironica e sarcastica».
Questa seconda edizione del libro risulta, come già accennato in precedenza, ampliata rispetto a quella iniziale e ciò deriva dal rinvenimento di un testo di Beatrice avvenuto successivamente e meritevole di essere divulgato: «Abbiamo trovato degli scritti – ricorda Federico Tortora – che sottolineano ancora di più l'attivismo di femminista di Beatrice, di donna intellettuale e libera pensatrice. Nella nuova edizione è stato aggiunto il testo a fronte delle poesie ed un corpus di otto capitoletti che rappresentano il suo manifesto femminista scritto nel 1909 ovvero “Woman's worst enemy: Woman” (“Il peggior nemico della donna: la donna”) che era allegato ad un numero del “The New Age”. Lo abbiamo rintracciato nel fondo d'archivio del “Daily Telegraph” lasciato da Ben Reitman. Questo libricino portava la dedica di Beatrice a lui ed alla sua compagna, Anna Goldman, avendoli conosciuti a New York». —
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