Gioco
L’Albero di Mastropietro «Dichiarazione d’amore per la musica italiana»
FIRENZE
Il nome che Andrea Mastropietro, cantautore fiorentino, già voce e chitarra dei “Vickers”, si è dato per il suo progetto solista (esordio nel 2015 con una cover di “Nel cuore, nell’anima” di Lucio Battisti), promette bene. Si chiama “L'Albero”, semplice e immediato, una creatura vivente che cresce e si agita al vento dell'imprevisto. I rami dell'Albero, dopo “Cenere” e “Quando viene sera”, germogliano ora con “Solo al sole”, l'ultimo lavoro di Mastropietro (appena uscito per Santeria Records) affiancato nell'occasione da Marco Biagiotti alla batteria e da Danilo Scuccimarra alle tastiere. «Il disco – dice Mastropietro – vuole essere una dichiarazione d'amore per la musica italiana, un intimo viaggio per ritrovare la delicata poesia del cantautorato più puro, onesto e autentico». Nelle atmosfere rarefatte di "Solo al sole", ell'album riecheggiano i mondi sonori del Battiato di “L’era del cinghiale bianco”, il De Gregori di “Bufalo Bill”, il Battisti degli anni Settanta, Luigi Tenco (omaggiato nella traccia “Dalida”), James Senese e Pino Daniele, Demetrio Stratos e il prog italiano degli Area, ma anche influenze internazionali da Elliott Smith a Nick Drake, dalla psichedeli al brit pop anni Novanta. Gli 11 brani del disco viaggiano tra la realtà più cinica e il bisogno di qualcosa di più alto e spirituale, tra l'immobilità e la fuga, tra il distacco dall’attualità e la sua ostinata presenza, tra sogni ancora accesi e speranze mancate. —
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