Il Tirreno

FIRENZE 

Claudio Carabba, addio a un critico che amava il cinema

G.R.

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L'ultima iniziativa era liquida, come la forma dell'acqua, ma densa e profumata come i colori dell'arcobaleno. Claudio Carabba, critico e studioso di cinema, penna fluida e leggera, dotata di un invidiabile senso del fraseggio e della sintesi aveva lanciato cinque anni fa a Castiglione della Pescaia, la “Festa del Cinema di Mare”, un'idea semplice per guardare avanti. Claudio, scomparso ieri, era nato a Siena nel 1943, integerrimo contradaiolo della Torre, poi fiorentino senza macchia e senza paura, con la Viola nel cuore. La sua era navigazione fraterna e indisciplinata, battagliera e coraggiosa, militante ma di una militanza umana prima che politica, generosa di suggerimenti e consigli, ma soprattutto di spunti sempre condivisi, mai esclusivi, figli di un patrimonio che era in primis barricata culturale. Perchè se il cinema scandiva la professione (i quotidiani, le riviste, Paese Sera, l'Europeo, il Corriere della Sera, la Nazione, i libri, i festival, dal Premio Fiesole alla Mostra di Venezia) era l'altrove che covava ironico e beffardo, lucida emergenza di cosa aspettarsi senza saperlo ma solo immaginarlo, la sorpresa di un rischio o i dadi di una scommessa. —G.R.

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