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La grande reunion dei Quartiere Coffee: un’alchimia di anime, amicizia e talento
Dopo una rottura di quattro anni il gruppo reggae grossetano vede riunirsi Filippo Fratangeli e Tommaso Bai
GROSSETO. La loro amicizia è nata tra i banchi della storica scuola media Pascoli, tra i corridoi e le aule affacciate su piazza della Vasca, a Grosseto.
Si è consolidata alle superiori, entrambi all’istituto Agrario e questa volta nella stessa classe, seduti all’ultimo banco, dove «ascoltavamo musica invece che la lezione», raccontano, divisi tra la passione per l’Hardcore Punk e il Reggae. Era l’inizio del nuovo millennio.
Filippo Fratangeli, in arte Rootman, e Tommaso Bai, Kg Man, cuore, testa e anima del gruppo Reggae grossetano Quartiere Coffee, oggi sono di nuovo insieme nella band, dopo una rottura lunga quattro anni, durante i quali non si sono mai visti né sentiti. Una carriera folgorante, dai primi passi insieme, nel 2001, con i Rootman and african sadness il gruppo fondato da Filippo, ai Quartiere Coffee nel 2004, alla vittoria, nel 2010, all’Heineken Jammin Festival Contest, dove l’anno dopo aprono il concerto di Vasco Rossi davanti a 70mila persone, fino al successo europeo, alla collaborazione di Rootman con Roy Paci & Aretuska, ai videoclip diretti da un altro grossetano famoso, il regista Stefano Lodovichi, fino alla dolorosa uscita di Kg Man dalla band nel 2016. Che era molto di più: era la fine di un’amicizia. Ma è proprio questo sentimento forte e profondo, ora più maturo e solido, che li ha portati a fare pace nella vita e nella musica.
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Allora, eccoli lì, Filippo, alto e dinoccolato, con i suoi inconfondibili, lunghissimi dreadlocks che lo accompagnano da quando era un ragazzino e girava per Grosseto seguito da un enorme alano, e Tommaso, con il suo sorriso aperto, lo sguardo pungente e vivace, pronti a raccontare la storia della loro reunion in esclusiva al Tirreno.
Perché avete deciso di tornare insieme nei Quartiere Coffee?
Tommaso: «Per amicizia, per ciò che abbiamo condiviso fin da ragazzini, perché non potevamo lasciare che tutto quello che ci aveva accomunato, i successi e gli insuccessi, le gioie e i dolori, finisse nel nulla».
C’è quindi un momento e un luogo in cui la band originaria si è ricomposta?
Filippo: «Sì, una serata di tarda primavera post lockdown, seduti a un tavolo del D. Park, il locale al parco del fiume Ombrone a Grosseto, dove tutto è nato, dove abbiamo suonato per i dieci anni della band e abbiamo commemorato Gianluca (Aquilino, il chitarrista della band, scomparso nel 2014). Per noi è un luogo particolare, simbolico. Abbiamo parlato per ore, dicendoci tutto quello che era rimasto in sospeso, soprattutto le ragioni che ci avevano portato alla rottura. Poi, punto e a capo. E ora siamo qui».
E quali erano state queste ragioni?
Filippo: «Incomprensioni, discussioni, un diverso modo di concepire la band, le strade artistiche che si dividevano, Tommaso impegnato nel lavoro solista, un piede già a Milano, io qui a Grosseto».
Fine dell’avventura. Uno prosegue la carriera solista, l’altro lascia le tastiere e passa al microfono, voce e volto dei Quartiere Coffee, che nel frattempo hanno continuato la loro strada...
Tommaso e Filippo: «E ora la band ha due frontman. Saremo in due a cantare, ognuno la propria parte e ci faremo il coro a vicenda. Intanto il 3 dicembre esce il video del singolo Back in Town, per la regia di Lorenzo Biadi, anche lui grossetano che ha già firmato altri tre nostri videoclip. Poi lavoreremo su altri pezzi. È un nuovo inizio, l’alchimia musicale è scattata di nuovo al tavolo del D. Park, vuotando il sacco del non detto. Da qui siamo partiti, qui siamo ritornati, come dice il titolo del singolo, da qui ricominciamo».
Ci potete dare qualche anticipazione?
Tommaso: «Una sì...il video contiene un omaggio al Tirreno e ai suoi lettori. È un piccolo tributo a Grosseto e alla testata che più di ogni altra rappresenta storicamente la nostra terra, alla quale siamo legati e infinitamente grati. È la fonte della nostra ispirazione, ma soprattutto non saremmo arrivati dove siamo arrivati senza il supporto della città e dei fan grossetani».
Il Reggae e la Maremma. Non è un binomio un po’azzardato?
Filippo e Tommaso: «Siamo stati molto liberi nelle scelte musicali, senza compromessi, forti del nostro background culturale, e ci siamo sempre portati dietro Grosseto e la Maremma, l’anima profonda delle nostre canzoni. Il sound dei Quartiere Coffee poteva nascere solo qua, da queste colline, dal mare, dalla montagna, dai colori e dai profumi, dal “suono” unico di questa terra».
All’inizio la reunion era destinata al solo live con i vostri successi. Poi è arrivato il Covid che ha fermato tutto, vi siete messi a comporre ed è nato Back in Town. Ci sarà anche una tournée?
Tommaso: «Certo, appena sarà possibile. Anche se con il dolore per la scomparsa di Gianluca, è un’emozione essere di nuovo insieme, tutti i vecchi elementi della band e le new entry».
Da dove partirà la tournée?
Tommaso e Filippo: «Che domande...da Grosseto!». —
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