Gioco
La stagione lirica non si arrende il super cartellone in onda sul web
Si alza sabato il sipario virtuale sull’originale programma che l’emergenza Covid rende un’occasione speciale per tutti
LIVORNO
Sul palcoscenico del Goldoni, chiuso per covid almeno agli spettacoli, si consuma la sfida. La sfida che sta nel titolo della nuova stagione lirica “Chi fermerà la lirica?”, domanda retorica perché nessuno la fermerà (a costo di fare tutto in streaming e on demand come accadrà a partire da sabato prossimo) e soprattutto citazione-omaggio della canzone dei Pooh “Chi fermerà la musica”. Ma la sfida sta anche nella scenografia rimontata per l’occasione (ossia per uno dei uno dei lavori in cartellone) del celebre Flauto Magico nella versione dell’indimenticabile Lindsay Kemp. Una sfida insomma che parte dal cuore del teatro, reso vivo da quella imponente ricostruzione che farà da ambientazione a un altro Flauto Magico, quello che a gennaio realizzeranno gli artisti di Pilar Tenera-Nuovo Teatro delle Commedie per il primo spettacolo di una delle tre sezioni di questa stagione, “”Opera Box”, trasmessa come tutti gli altri appuntamenti, sul canale You Tube del Goldoni e poi su altre piattaforme. A rendere questo battesimo della stagione lirica in tempo di covid più emozionante che mai c’è anche l’intervento, in video, di Red Canzian dei Pooh. «La bellezza salverà il mondo. Lo diceva Abbado e lo pensano i miei amici del Goldoni che hanno messo in piedi una cosa fantastica, concerti e spettacoli a porte chiuse ma aperti sul mondo, perché la nostra anima ha bisogno di essere nutrita».
In video salutano anche il sindaco Luca Salvetti e l’assessore alla cultura Simone Lenzi mentre “in presenza” raccontano di questa particolare stagione(«messa in piedi in due settimane perché in realtà era già pronta la stagione “tradizionale”, non pensavamo di dover richiudere le porte del teatro») Emanuele Gamba direttore artistico, Mario Menicagli direttore amministrativo e l’attore Ubaldo Pantani che con il suo Elsir d’amore in chiave ironica sarà uno dei quattro attori della sezione “Poker d’Opera” (gli altri sono Ambra Angiolini, Neri Marcorè, Paola Minaccioni).Tre le sezioni: oltre a Poker d’Opera, reinterpretazione di titoli celebri da parte degli attori, ci sono anche 7voci con cantanti d’opera affermati e Opera Box che coinvolge in allestimenti meta-cinematografici e teatral musicali molte compagnie livornesi. In tutto 16 appuntamenti, compreso il “Mascagni” di Michele Crestacci che festeggerà il 7 dicembre il compleanno del compositore livornese. E tutto in streaming e on demand, prima sul canale YouTube del teatro Goldoni, poi su varie piattaforrme dalla web tv del Comune livu.it a Sky Classica e Granducato.
Una grande impresa, che guarda anche al futuro. «Questa è un’esperienza non fine a se stessa e di cui faremo tesoro per il futuro» dice Lenzi e Menicagli parla di web opera, «non un ripiego di fronte a una certa situazione ma come forma complementare di fruizione, perché la “trasmissione” se ci pensiamo, fin dai tempi in cui si mandava un paesano ad assistere all’opera perché e la ricantasse in piazza, è ciò che ci ha fatto conoscere l’arte e la cultura, godere di ciò a cui non avremmo potuto assistere di persona».
Per il direttore Gamba si tratta di un cartellone di grande interesse così come il modo in cui sarà veicolato: «Ogni sotto-format di questa stagione ha un suo grande valore. Con Opera Box siamo riusciti a coinvolgere le compagnie teatrali livornesi, anche a creare intrecci tra loro. Il Poker d’Opera ci offre la visione particolare di 4 grandi artisti, il loro racconto di opere celebri come Tosca o la Traviata. E poi non abbiamo trascurato il bel canto, con quel 7Voci che ha un titolo evocativo, rende omaggio alla vecchia tv, e offre a tutti, gratuitamente come del resto anche le altre sezioni, un bel viaggio nell’arte e nella cultura».Il sindaco Salvetti intanto segna un altro gol a favore della cultura: «Non ci siamo mai arresi, in questo confronto spietato con la pandemia. Siamo riusciti a realizzare eventi legati alla cultura all’arte e allo spettacolo e stiamo riuscendo a farlo. Quindi, appunto, proseguiamo su questa strada. E con soddisfazione possiamo dire che anche la lirica avrà il suo spazio, nessuno la fermerà». —
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