Gioco
«La musica è libertà anche nell’era Covid». Ecco il decimo album degli Zen Circus
Arriva “L’ultima casa accogliente” decimo album della band pisana. Un lavoro maturo arricchito dall’esperienza del lockdown
Da domani sarà disponibile “L’ultima casa accogliente”, il nuovo, decimo, album degli Zen Circus. È un disco che ha una genesi particolare, come spiega Ufo (Massimiliano Schiavelli), bassista della formazione di origine pisana. «C’è una doppia particolare concomitanza su questo disco – dice – il 2020 doveva essere l’anno per preparare il nuovo lavoro. Siccome lavoriamo in fretta alla fine dello scorso tour avevamo già le prime bozze del materiale. A febbraio i brani erano già provinati e preprodotti e il 19 marzo avevamo il volo per andare a registrare in Texas. Inoltre – prosegue Ufo – il concept del disco ruota intorno al corpo, visto come un bastione, una roccaforte, ma anche pieno di fragilità. Un’idea preesistente che ora ha nuovi significati».
Una volta stravolti i piani c’è stato un diverso approccio alla stesura finale del disco. «Con la pausa di questi mesi ognuno a casa propria ha lavorato e sviluppato il materiale. Abbiamo così avuto più tempo, uno spazio extra in cui operare». Il lockdown ha dunque agito in senso positivo ed il risultato è un buon album dalla doppia faccia. «Questo – spiega Ufo – è un disco suonato, provato, ma non a metronomo. Il risultato è un album molto sciolto, lo si sente nel groove, frastagliato e con molte variazioni. Soprattutto è registrato con un approccio live. Abbiamo scoperto delle tecnologie impensabili per suonare in diretta anche a distanza: Karim (il batterista) a Bologna e io e Andrea Appino (chitarra e voce) nello studio di Livorno, il 360 Factory Studio». “L’ultima casa accogliente” (che è appunto il nostro corpo) è un altro punto fermo nella discografia degli Zen Circus. «Si chiude una trilogia, quella che parlava di persone e rapporti. Stilisticamente raccoglie pezzi usciti “dritti” ed altri “appoggiati” in maniera più swing, con il groove e i controtempi. È anche l’occasione che ci fa tornare a essere band, come in passato e suonare in grande libertà, più certi nei nostri mezzi. È un album complesso – dice Ufo – che va avanti e guarda indietro. Non voglio usare la definizione “album della maturità” perché penso alla frutta matura che poi diventa marcia. È un disco diverso – conclude – forse anche spiazzante per i fan più rigidi. Siamo curiosi di vedere come verrà accolto. Peccato non poter capire le reazioni con i live. Pensavamo negli anni di averle viste tutte, ma il rock ai tempi della pandemia era inimmaginabile».
Pisani di origine, due di loro continuano a vivere in zona: Ufo, in un piccolo comune vicino a Pisa, mentre Appino ha preferito Livorno. Solo il batterista Karim Qqru (Gian Paolo Cuccuru) ha lasciato la zona e abita a Bologna. «Ci sentiamo inevitabilmente connessi con la nostra terra – dice Ufo – io non riesco ad allontanarmi da un piccolo paese della provincia. Sento come un privilegio vivere in una realtà domestica, socialmente di prossimità, ai margini dei grandi movimenti delle metropoli. Già figure più titolate di noi hanno parlato di croce e delizia della provincia». Questo vivere “provinciale” spesso è stato ispirazione per la band, fino a essere provocazione. —
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