Il Tirreno

Ubaldo Pantani nel poker d’opera 

La lirica può far ridere e il mio Elisir d’amore sarà attuale e divertente

Maria Teresa Giannoni
La lirica può far ridere e il mio Elisir d’amore sarà attuale e divertente

L’attore, comico e imitatore  a Livorno è di casa: si è già cimentato con una riuscitissima parodia del Rigoletto

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LIVORNO

Ubaldo Pantani alle prese con "L'Elisir d'amore" di Donizetti per "Poker d'Opera". Sarà uno dei quattro attori che registreranno per il Teatro Goldoni la loro versione di alcune delle opere più famose (Ambra Angiolini si cimenterà con “La Tosca”, Neri Marcorè con “La traviata”, Paola Minaccioni con “Carmen). Imitatore straordinario - come sanno bene tutti quelli che lo seguono da 10 anni a “Quelli che il calcio”- l’attore toscano di Ponteginori, in pubblico è un giocherellone che fa il verso a Allegri. Poi se lo prendi da parte ti rendi conto che è un professionista molto serio, curioso, oltre che un uomo capace di conservare le amicizie e coltivarle con cura. Le prime battute Pantani le ha recitate con il Teatro Sant’Andrea di Pisa, poi è stato chiamato in tv da Gianni Boncompagni a “Macao” e ancora su su cinema, tanta tv, teatro, fino al recente spettacolo su Bartali di cui è stata interrotta la tournée per via del Covid. Il mondo della lirica l’ha incontrato varie volte nella sua carriera, ad esempio a Collesalvetti con Mario Menicagli, che ora è direttore amministrativo della Fondazione Goldoni, quando facevano “Opera in fabula” o in radio con Virginia Raffaele per “Melomani per caso”.

Ma com’è nata questa passione per l’opera?

«Fin da quando ero adolescente ho sempre avuto curiosità verso mondi che non conoscevo e che in realtà sono fondamentali per la carriera di un attore perché devi saper improvvisare, devi riuscire a sedurre, ad essere empatico. La lirica è uno di questi mondi. Se sai che “Così fan tutte” non è soltanto un film di Tinto Brass ma un’opera di Mozart hai più elementi a cui attingere. Questa curiosità l’ho condivisa con gli amici del paese, con Simone Tamburini che è diventato poi il mio autore, giocando sulla parodia. Fare la parodia del Rigoletto mi ha permesso di conoscere l’originale e così andando avanti ho sviluppato una passione».

Quello che ci racconterà sarà un “Elisir d’amore” tutto da ridere?

«La lirica può essere qualcosa di molto divertente, l’importante è avvicinarla con leggerezza. Le arie per conoscerle prima le devi fischiettare sotto la doccia. Se penso all’”Elisir d’amore” mi viene in mente Pavarotti che si aggira sulla scena nei panni di un Nemorino panciuto, una delle sue migliori interpretazioni. L’Elisir l’ho incrociato poi quando facevo l’imitazione di Michele Mirabella che conduceva in tv il programma sulla salute. Tra effetto placebo, no vax e Covid penso che non ci sia argomento più attuale. E a proposito: se il vax arrivasse potremmo vederci dal vivo tutto questo e non registrato su internet».

Pantani vive ancora a Pisa pur andando per lavoro a Milano e a Roma, in tutti questi anni non ha mai abbandonato gli amici come Menicagli con cui collabora da sempre, o lo stesso assessore Simone Lenzi dai tempi dei Virginiana Miller. Siete amici ritrovati…

«I due direttori del Goldoni, Menicagli e Emanuele Gamba, Simone Lenzi sono persone che stimo, fa piacere ritrovarle a lavorare tutte insieme, significa che ho accordato fiducia e stima a gente che se lo meritava». —

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