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«La cultura perde uno studioso e un narratore appassionato»

«La cultura perde uno studioso e un narratore appassionato»

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PISA

«Con la scomparsa di Marco Santagata, membro del Comitato per le celebrazioni dei settecento anni dalla morte di Dante Alighieri nel 2021, il mondo della cultura italiana perde uno studioso e dantista di grande valore, un narratore appassionato e un acuto critico letterario». Lo ha dichiarato il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini. «Marco Santagata era un intellettuale di altissimo livello, tra i massimi studiosi di Dante, ed un personaggio eclettico, tanto da aver conquistato i lettori anche con le sue opere di narrativa». Lo afferma La Fondazione Il Campiello. «Era lui stesso a raccontare di come praticasse due tipi di scrittura, e di quanto fosse contento che quella “creativa” lo avesse portato a raccogliere un riscontro come quello del Campiello, che vinse nel 2003 con Il Maestro dei santi pallidi». «Uno dei massimi studiosi di Dante e Petrarca, della lirica ottocentesca italiana e di Leopardi, ha saputo utilizzare la sua profonda conoscenza sia per produrre saggi e pubblicazioni scientifiche, sia per creare romanzi che portavano la poesia nella vita contemporanea e quotidiana di tutti noi», le parole del presidente dell'Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e l'assessore regionale alla Cultura Mauro Felicori. Massimo esperto di lirica classica, Dante e Petrarca. «Ricordo insieme a lui le conferenze sulla figura di Dante - sottolinea il governatore della Toscana Eugenio Giani - a mio giudizio era uno fra i più autorevoli biografi di Dante al mondo». —

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