Il Tirreno

Venezi, dal podio alla scrittura «Racconto le donne e la musica»

Venezi, dal podio alla scrittura «Racconto le donne e la musica»

“Le sorelle di Mozart”, il direttore d’orchestra lucchese e i grandi personaggi al femminile 

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IL LIBRO

Musiciste geniali, compositrici innovative, interpreti sublimi spesso dimenticate dalla storiografia ufficiale. Sono “Le sorelle di Mozart” raccontate nel nuovo libro di Beatrice Venezi, in uscita per Utet il 10 novembre, mentre la “bacchetta” di origini lucchesi, 30 anni, lontana dal podio in queste settimane per via delle restrizioni anti Covid, veste i panni del giudice in tv e si diverte a misurarsi con il pop ad AmaSanremo. «L'idea di questo libro è nata durante il lockdown: dopo il successo di “Allegro con fuoco” (uscito nel 2019) con la casa editrice abbiamo pensato di allargare il messaggio a un pubblico ancora più vasto, con un saggio specifico sì, ma non cattedratico», spiega Venezi, direttore dell'Orchestra della Toscana e dell'Orchestra Milano Classica, esperta del repertorio pucciniano, che ha calcato il podio in tutto il mondo, dal Giappone all'Argentina, dal Libano al Canada ed è stata inserita l'anno scorso da «Forbes» tra i 100 under 30 più influenti d'Italia. «L'espediente narrativo è stato scegliere le biografie di donne straordinarie inserendole nella storia del musica del loro periodo». In una galleria appassionante, tra vita pubblica e privata, talento e determinazione, intraprendenza e tecnica, ecco Ildegarda di Bingen, devota di Sant'Orsola nell'alto Medioevo, monaca geniale che usava il canto per comunicare con Dio. Le grandi compositrici del Barocco, Maddalena Casulana, Barbara Strozzi, Francesca Caccini. E poi nel Sette-Ottocento Nannerl Mozart, la sorella di Wolfgang Amadeus, eccellente compositrice, pianista, insegnante di clavicembalo. La sorella di Mendelssohn, Fanny, prolifica, creativa, instancabile. E ancora Clara, la moglie di Schumann. “Sorelle dì”, “mogli di” in un periodo come il Romanticismo che pure si rivela uno dei più oscuri, in cui le donne non possono essere definite senza gli uomini, fino ad arrivare ai giorni nostri, a Maria Callas, Nadia Boulanger, Martha Argerich, Björk. «A spingermi a delineare questi ritratti è stato anche il dibattito sollevato l'estate scorsa dal pezzo di un critico musicale che ha definito Joana Mallwitz brava come un uomo. E perché no, anche attacchi personali che ho ricevuto negli ultimi mesi», si infervora Venezi. «Troppo spesso, quando si raccontano storie di donne, se ne fa un racconto pietistico. Ho cercato di mostrare l'altra faccia della medaglia, la personalità di queste figure che, pur nelle difficoltà del loro percorso, hanno rappresentato chiavi di volta nella storia della musica». Tra tante, cita «Nadia Boulanger, prima donna a dirigere un'orchestra nel 1887, senza la quale non saprei salire su un podio», ma anche «Ildegarda di Bingen, forse la più moderna di tutte, capace di sovvertire gli schemi e le aspettative della società tanto più nell'anno mille e in un ambiente rigido come la chiesa. Noi donne possiamo essere tutto ciò che desideriamo», spiega nella dedica del libro Beatrice Venezi che si fa chiamare direttore: «La versione femminile del mio titolo, maestro, identifica la maestra elementare che, con il massimo rispetto, è un altro mestiere. E poi sono convinta che sottolineare il genere indichi un pregiudizio». —

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