Toscana
Ecco L’Ickabog, il mostro gentile: la nuova fiaba figlia del lockdown firmata J.K. Rowling
La creatrice di Harry Potter pubblica le storie che leggeva ai figli: «Avevo il racconto in soffitta da anni, poi la pandemia me lo ha fatto riscoprire». Il libro in uscita anche in Italia
NEW YORK
Scritta negli spazi tra un libro di Harry Potter e l'altro, “L'Ickabog”, la fiaba inedita sul potere della speranza e dell'amicizia che J.K. Rowling leggeva ad alta voce ai suoi figli per addormentarli, arriva finalmente in libreria, martedì prossimo in contemporanea mondiale, in edizione differente e unica per ogni Paese. In Italia esce per Salani, nella traduzione di Valentina Daniele, in edizione cartacea e in ebook, in memoria dell'editore recentemente scomparso «Luigi Spagnol, che ha profondamente contribuito a far amare i libri di J.K. Rowling in Italia». Finita in soffitta dove è rimasta incompiuta per oltre un decennio, L'Ickabog sarebbe ancora lì se non fosse arrivata la pandemia. Durante i giorni del primo lockdown ha invece fatto compagnia a milioni di bambini, costretti a restare a casa, grazie alla decisione della scrittrice di pubblicare online, gratuitamente, i capitoli serializzati della storia. Ed è partito durante l'emergenza sanitaria, anche l'invito della Rowling ai bambini, tra i 7 e i 12 anni, a partecipare a un Torneo per le illustrazioni dell'Ickabog, che si è concluso il 24 luglio 2020. Adesso i vincitori sono gli illustratori del libro che uscirà con i loro disegni colorati, diversi in ogni Paese. «Ho tirato fuori dalla soffitta la scatola polverosa piena di fogli scritti a mano e a macchina, e mi sono messa al lavoro. I miei figli ormai adolescenti, che erano stati il primo pubblico dell'Ickabog, ogni sera hanno ascoltato i capitoli quasi ultimati. Di tanto in tanto mi chiedevano perchè avessi tagliato qualcosa che gli piaceva, e naturalmente ho ripristinato tutto ciò che mancava, meravigliandomi di quante cose ricordassero» racconta nella prefazione la Rowling della storia che «non ha mai subito grosse modifiche». Tutti i diritti d'autore saranno donati dalla scrittrice per aiutare le persone colpite dal Coronavirus in Inghilterra e nel mondo. Ma L'Ickabog che cos'è? Il suo aspetto, a seconda di chi lo descrive, è simile a quello di un serpente, di un drago, di un lupo. Ma tutti concordano, racconta la Rowling, sul fatto che sia un mostro «che viveva nell'estremità nord del paese, in una vasta zona acquitrinosa buia e spesso nebbiosa, troppo pericolosa per gli umani». Siamo nel minuscolo regno di Cornucopia, governato da secoli da una stirpe di re dai capelli biondi, adesso dal benevolo Teo il «Temerario» che si sente così per aver, una volta, catturato e ucciso una vespa con l'aiuto di cinque valletti e del lustrascarpe. Il sovrano passa le sue pigre giornate tra banchetti e battute di caccia, con la fida compagnia dei lord Scaracchino e Flappone. Ma un terribile mostro è in agguato nelle Paludi del Nord. L'Ickabog, alto come due cavalli, occhi infuocati, artigli affilati come rasoi, sta arrivando. La leggenda dice che sputa fuoco, spara veleno, che mangia i bambini e le pecore e che se cerchi di ucciderlo guarisce magicamente. Tutto inventato per spaventare, secondo il buonsenso, eppure a volte le leggende prendono una loro vita. «Ho avuto l'idea dell'Ickabog molto tempo fa. La parola Ickabog deriva da Ichabod che significa “senza gloria”. Credo capirete perchè ho scelto questo titolo quando avrete letto la storia, in cui sono trattati temi che mi hanno sempre interessata. Che cosa ci dicono di noi i mostri che evochiamo? Cosa deve succedere perchè il male si impossessi di una persona o di una nazione, e come si fa a sconfiggerlo? Perchè le persone scelgono di credere alle bugie, anche a fronte di prove esili o inesistenti?» sottolinea la Rowling. Dopo la saga di Harry Potter che ha venduto 500 milioni di copie, con L'Ickabog la scrittrice ci regala una fiaba dove a vincere è la gentilezza, oggi sempre più rara. —
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