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Una vita a mille Cavalli: «Resto un avventuriero. Lavorare e creare abiti mi manca moltissimo»
Il grande stilista toscano si confessa: tra pochi giorni taglierà il traguardo degli 80 anni. «Festeggerò con un pranzo in famiglia e due torte. Trump? A volte è anche simpatico. Chi ricordo? Michael Jackson»
Si commuove alle lacrime più volte: prende pause di riflessione, parla delle sue sofferenze alle quali è incline, ride, sospira e sottolinea il valore delle strette di mano «nelle quali c’è la nostra vita, l’amicizia, l’amore...». Il 15 novembre Roberto Cavalli compie 80 anni e accetta di raccontarsi. A febbraio era stato ricoverato al Policlinico fiorentino di Careggi, ora sta bene. Vive in simbiosi da 13 anni con la compagna Sandra Nilsson nel suo loft tra il verde della tenuta di famiglia a Firenze Sud. Anche la seconda moglie Eva Duringer, miss Universo nel ’77, suo braccio destro negli anni del boom, gli telefona tutti i giorni, tenendo i rapporti con le celebrities che la stanno chiamando per gli auguri: da Lenny Kravitz a Cindy Crawford.
I più, con superficialità, associano Cavalli alla “riccanza” degli Anni ‘90/2000: alle feste faraoniche, ai red carpet con le celeb mondiali, al gommone zebrato con idromassaggio. Ma Cavalli è molto di più. Nipote del pittore macchiaiolo Giuseppe Rossi, le cui opere sono esposte alla Galleria degli Uffizi, Cavalli ha ereditato dal nonno il gene dell’arte che ha espresso sulle stampe dei vestiti: fantasie iper-realiste, tratte da sue foto, dove si fondono vegetazione, animalier e oggetti come il dettaglio di un accendino usa e getta.
Come festeggerà?
«Con un pranzo in famiglia. Non so su quale torta metteranno 80 candeline. Se ne faranno due».
Una famiglia allargata, con cinque figli avuti da due mogli...
«Allargata? Ma non è mica un elastico… il mio rapporto è molto rigido con tutti loro. Compreso quello con le mie ex mogli che ho amato, amo e amerò per sempre. Sono le mamme dei miei figli coi loro bambini, i miei nipoti adorati ai quali voglio trasferire le esperienze che ho maturato. Senza dimenticare Sandra, la compagna che vive al mio fianco venti ore al giorno».
Come vive questo momento complesso?
«Sono triste, mi sento abbandonato. Come tutti, credo… Vorrei viaggiare perché resto un avventuriero. Le spedizioni per me costituiscono una ragione di vita. Ma sono trattenuto».
Suo padre Giorgio nel ’44 venne fucilato dalla Wehrmacht…
«Non ho avuto un’infanzia facile. Era geometra, lavorava per una miniera del Valdarno. Avevo solo 4 anni. Sono antifascista e non solo per questo mio dolore. Lo sarò sino alla morte».
Che cosa pensa di Trump?
«Lo conosco molto bene. In certi momenti l’ho considerato quasi simpatico. Resta indimenticabile la notte nella quale con la mia compagna Sandra l’ho accompagnato aun concerto dell’amico Bocelli».
Vive ancora tra gli animali?
«Sono i miei “bambini”. Ho tre pappagalli, un merlo indiano che mi fa il verso. Poi, 4 gattini, 2 yorkshire e il cane lupo. In giardino invece, razzolano galline di razza e pavoni. La mattina mi sveglio col canto del gallo e quello del pavone. Mi viene più facile concedere l’amicizia a loro più che agli uomini».
Chi sono oggi i suoi amici?
«Le persone più vere e pure. Ma tante non mi danno l’amore che io ho dato loro».
Un ricordo indelebile di una celebrità?
«Nei primi anni del 2000 venne da me Michael Jackson dicendomi che voleva cambiare look …. Iniziò ordinandomi 10 paia di stivali neri come i miei. Poi gli disegnai anche una giacca. Ci impiegai decine di giorni... ma durante il concerto del 2006 a Londra c’erano 40 gradi e lui si tolse il blazer lanciandolo sul pubblico che la fece a brandelli. Una sera andammo a cena a Las Vegas. Mi colpì la sua vocina e la sua parrucca nera, dietro penso nascondesse una gran timidezza e una grande fragilità. L’ho sentito dieci giorni prima che morisse».
Le manca il lavoro?
«Terribilmente. Soprattutto la fase creativa. Per sentirmi vivo e per chi stima il mio operato».
Cosa pensa della moda di oggi?
«Perché, c’è una moda?».
E delle influencer?
«Non le noto. Vedo solo persone che cercano di approfittare della loro capacità di apparire. “Affarine”».
Progetti per il futuro?
«Sto preparando una personale a Dubai. Ma soprattutto un produttore americano sta girando un film sulla mia vita. Tutto top secret per ora».
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