Il Tirreno

FIRENZE, UN LAVORO DURATO OLTRE UN ANNO 

L’Accademia diventa digitale 75 dipinti e statue volano sul web

Gabriele rizza
L’Accademia diventa digitale 75 dipinti e statue volano sul web

Da Giambologna alle pale di altare firmate da Pietro Perugino, Allori e Bronzino Hollberg: la tecnologia ci consente di monitorare le opere e offrirle al pubblico

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Il progetto che ha visto la Galleria dell’Accademia di Firenze impegnata nel processo di digitalizzazione delle opere della collezione si è concluso. Un lavoro prezioso per un risultato a suo modo rivoluzionario. «Perchè da oggi - sottolinea la direttrice della Galleria fiorentina, Cecilie Hollberg - la campagna appena giunta al termine di acquisizione fotografica ad altissima risoluzione dei capolavori conservati nel museo, grazie alla quale ogni singolo particolare potrà essere ingrandito a dismisura, permetterà di rivelare dettagli inimmaginabili e invisibili a occhio nudo. E' il punto di arrivo di un complesso e sofisticato lavoro iniziato in fase sperimentale nell’agosto 2019 con il trittico della 'Pentecoste' di Andrea Orcagna, all’epoca in restauro, e che ha permesso di digitalizzare oltre settantacinque tra dipinti, come le pale di altare di Pietro Perugino, Bronzino e Allori, fondi oro, strumenti musicali, statue in gesso, e, non ultimo, il modello in terra cruda del 'Ratto della Sabina' del Giambologna». Ed è proprio quest'ultimo che ci fa capire il grado di specializzazione e la complessità del lavoro condotto, trattandosi di una scultura notevole non solo per il suo valore artistico ma anche per la sua imponenza: l’opera infatti misura oltre quattro metri che tenuto conto del piedistallo sui cui è posizionata, complessivamente nel punto più alto supera i sei.

Nel complesso questa operazione di monitoraggio che ha prodotto quasi 60mila immagini, per un totale di più di diciottomila gigapixel di dati, ha interessato, tra superfici dipinte o scolpite, un insieme di oltre trecento metri quadri.

Lo strumento operativo è una tecnologia fotografica d'avanguardia totalmente non invasiva, che annulla ogni rischio per l’opera d’arte oggetto della ripresa me consente al tempo stesso di ottenere immagini dotate di definizione, qualità e dettaglio non raggiungibili con altre modalità di acquisizione: migliaia di scatti con un sofisticato livello di ingrandimento, “cuciti” insieme attraverso un processo chiamato “stitching».

Il risultato finale è l’immagine di un’opera composta da miliardi di pixel, che consente di ingrandire ogni singolo dettaglio decine di volte mantenendo una altissima definizione.

«Questa straordinaria operazione di digital imaging – conclude la direttrice Cecilie Hollberg - ha una duplice finalità: da un lato monitorare lo stato di conservazione delle opere e dall’altro permettere alla collettività di accedere ai capolavori in modo inedito». E' possibile attraverso il link https://www.haltadefinizione.com/image-bank/?mixed=Accademia+Firenze, che contiene non solo le immagini ma anche strumenti innovativi per le attività di didattica a distanza e visita virtuale. —

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