Sicurezza
Cinema e teatri, che calo Crescono soltanto i musei
ROMA
Un'Italia della cultura divisa. Tra il prima e il dopo lo scoppio della pandemia che, come è comprensibile, fa prevedere perdite altissime.
Ma anche tra settori, con cinema, teatro, libri e musica a picco negli ultimi dieci anni e i musei, invece, superstar nel cuore degli appassionati. È la fotografia del Paese presentata dal rapporto Annuale Federculture Impresa Cultura. A lanciare l'sos sono le aziende: a causa del coronavirus oltre il 70% stima di chiudere l'anno con perdite del 40% sul bilancio e il 13% addirittura sopra il sessanta per cento. Solo il 22% riesce a immaginare un futuro ritorno alla normalità, mentre il 50% prospetta una riduzione delle proprie attività e ben il 73% teme un taglio di fondi. Il calo riguarda anche la partecipazione ai momenti culturali. Dopo un 2000-2009 di crescita a due cifre, negli ultimi dieci anni gli italiani frequentano sempre meno cinema (-6,1%), teatro (-8,8%), musica classica e leggera (-4,9% e -4,7%). Al contrario, scelgono musei (+21,5% in vent'anni e +7% dal 2010), siti archeologici e monumenti (+36,8% tra 2001 e 2019 e +19,7% dal 2010). —
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