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Il Raffaello “fiorentino”: in mostra a Palazzo Vecchio il ritratto della giovane in busto
Fino al 31 dicembre l’occasione per vedere una grande opera. E c’è anche il percorso multimediale dedicato all’urbinate
FIRENZE. Non poteva mancare Firenze nell'itinerario che celebra il cinquecentenario della morte di Raffaello Sanzio. Perchè a Firenze Raffaello, già munito di gloria e di onori, giunse sul finire del 1504 e vi rimase quattro anni prima di stabilirsi definitivamente a Roma chiamato da Papa Giulio II.
Ad attrarlo fu di certo il fervido clima che si respirava in quegli anni a Firenze, simboleggiato dalla statua del David, appena posizionata in piazza della Signoria. Dunque, come annotava il Vasari, «Raffaello deliberò di abitare in Fiorenza per alcun tempo e fatta amicizia con alcuni giovani pittori fu nella città molto onorato».
Il tributo fiorentino, che si inaugura oggi nella Sala d'Arme di Palazzo Vecchio, ultimo atto delle celebrazioni dell'anno raffaellesco, riveste caratteristiche inedite, orientato com'è sul fronte multimediale.
La mostra infatti ruota attorno al “Ritratto di giovane donna in busto”, un prezioso disegno che oggi viene conservato al Palais des Beaux-Arts di Lille, risalente agli anni fiorentini di Raffaello ed emblematico dell’intenso dialogo intrattenuto con i grandi artisti incontrati in città, da Fra Bartolomeo a Ridolfo del Ghirlandaio, da Baccio d’Agnolo ad Andrea Sansovino e ai Sangallo, ma soprattutto con Leonardo e Michelangelo.
Il resto è dettato dalle imperanti risorse dell'audiovisivo di ultima generazione, che permette di entrare nell'universo del genio urbinate grazie a un gioco avvolgente quanto suggestivo proiezioni che investono il visitatore.
Un racconto immersivo che ripercorre la formazione e la carriera artistica di Raffaello, sempre inserita nella rete di relazioni, politiche e sociali, che l'artista seppe coltivare, rispecchiata in alcuni capolavori di quel periodo, come i “Ritratti di Agnolo Doni e di Maddalena Strozzi” e la “Madonna del cardellino” che si trovano nella Galleria degli Uffizi.
L’esposizione, corredata da un catalogo pubblicato da Edifir a cura di Valentina Zucchi e Sergio Risaliti, con contributi fra gli altri di Cristina Acidini e Vincenzo Farinella, resta aperta fino al 31 dicembre. Info www.musefirenze.it. —
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