Il Tirreno

“Sanacore”, tornano gli Almamegretta «Un manifesto della nostra musica»

Luca Trambusti

Venticinque anni dopo la prima uscita l’opera è stato rimasterizzata e sono stati aggiunti anche due brani originali 

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L’INTERVISTA



Era maggio 1995 quando uscì “Sanacore”, secondo album della band napoletana Almamegretta.

Un disco capolavoro di cui 25 anni dopo, in contemporanea con la data originaria di pubblicazione, doveva uscire una ristampa. Ma il Covid ha rivoluzionato piani e scadenze e così l’operazione è stata rinviata al 23 ottobre scorso. “Sanacore” resta un album seminale con uno stile che sulla scena italiana non si era ancora ascoltato.

«Questo disco - dice Gennaro T., batterista e fondatore della band - è un manifesto programmatico della nostra musica ed è un lavoro perfettamente riuscito».

Nel 95 gli Almamegretta riescono a fondere le radici popolari della musica napoletana con un suono internazionale, quello del dub, guidati anche dalla sapiente regia dell’inglese Adrian Sherwood che ha mixato il disco. «Abbiamo fatto della contaminazione la nostra forma stilistica, paladini della cultura bastarda - dice il batterista - Una cultura per essere viva deve nutrirsi di elementi diversi. Ci sono riferimenti a culture e musiche lontane tra loro che convergono in questo disco».

Ricordiamoci che il dub, di cui si nutre “Sanacore”, è una “variazione” del reggae. Napoli, Regno Unito e Jamaica uniti in 11 tracce (che diventano 13 con i due inediti presenti nella ristampa).

«Il dub - precisa Gennaro Tesone - nasce sì dal reggae ma poi si è evoluto ed il mixaggio è un ulteriore strumento tecnico che cambia le carte in tavola. Chi sta al mixer ha una parte creativa fondamentale, come i musicisti. E Adrian Sherwood in questo è un genio».

Ancora oggi, a 25 anni di distanza, “Sanacore” mantiene una grande attualità, oltre che una piacevole bellezza all’ascolto, con le sue mille sfumature sonore e stilistiche. È un disco anticipatore del tema dell’accoglienza e della contaminazione razziale e culturale.

«Una cosa riuscita è giusta per il momento in cui è stata fatta, deve essere al passo coi tempi - ragiona Gennaro T. - Allora i tempi erano giusti e la risposta del pubblico lo ha dimostrato. Però i temi sono ancora oggi validi. La contaminazione culturale e l’immigrazione sono occasione di confronto e ricchezza; oggi però sono un problema che qualcuno fomenta alimentando le paure della gente».

Rispetto alla versione originale la ristampa di “Sanacore”, oltre ad una nuova masterizzazione, contiene due inediti: “Tamms dub” e “Heartical dub”.

«Non sono nuovi brani - spiega Gennaro - ma composizioni ritrovate che arrivano dal nostro archivio. Il primo è una tamurriata “dubbata” fatta dopo il 97 da Stefano (D. RaD, scomparso in un incidente stradale tra il 31 ottobre ed il 1 novembre del 2004 ndr). Dopo la sua scomparsa mi hanno consegnato parte del suo archivio, lui era l’archivista del gruppo. È stata una grande emozione riscoprire questo materiale. L’altro inedito - prosegue il batterista - è del 97 ed è mixato apposta per questo disco da Sherwood».

Oggi gli Almamegretta continuano con la loro musica che non ha però lasciato “figli legittimi e diretti”.

«Eredi forse no - dice Tesone - Però ha influenzato e contaminato altri artisti. Ad esempio, la scena jazz napoletana prima di noi non aveva mai pensato di usare materiale popolare ed adattarlo al lessico jazz».

All’uscita del disco, in origine prevista in primavera, avrebbe dovuto far seguito un tour che è stato rimandato a aprile del 2021 (saranno al Viper di Firenze il 16 aprile).

Sarà un concerto “vintage” che userà gli stessi strumenti del ‘95 ed in cui suoneranno l’intero album ed altri brani di repertorio.

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