Gioco
Al festival di Roma e in sala ecco “Cosa sarà”, il film di Francesco Bruni che ha cambiato titolo
Girato in parte a Livorno, doveva intitolarsi "Andrà tutto bene" lo slogan scelto per alleggerire l'emerganza coronavirus. Protagonista è Kim Rossi Stuart
ROMA. Si intitola “Cosa sarà” ed è uno dei tanti film che il covid ha prima bloccato, poi costretto a starsene fermo in attesa del momento giusto per uscire nelle sale. Ma “Cosa sarà”, il nuovo film del regista livornese Francesco Bruni, girato in parte proprio a Livorno lo scorso anno, di questi tempi, sabato 24 ottobre riuscirà a vedere la luce dello schermo e ad essere abbracciato dal calore del pubblico. Finalmente infatti il quinto film di Bruni (per altro celebre sceneggiatore, famosissimo per la serie di Montalbano) che torna a vestire i panni del regista, arriva al cinema. Prima in quello prestigioso del Festival di Roma dove ha l’onore di chiudere la rassegna, poi, solo per le proiezioni serali per rispettare l’embargo festivaliero, nei cinema di tutta Italia.
A Livorno, dove il film è particolarmente atteso, sarà proiettato allo storico 4 Mori ed è proprio in questo luogo amatissimo dai cinefili labronici che Bruni dovrebbe presentare “Cosa sarà” il 31 ottobre, partecipando a tutte e tre le proiezioni della giornata e incontrando il pubblico.
Intanto grande emozione per questo debutto nazionale di “Cosa sarà” che, altra curiosità legata all’emergenza covid, inizialmente si intitolava “Andrà tutto bene”, lo slogan poi scelto per “alleggerire” la tensione agli esordi della pandemia, l’inverno scorso. Inevitabile il cambio di titolo quindi, ma quello che conta è che il film finalmente arriva, con circa 7 mesi di ritardo sulla tabella di marcia.
“Cosa sarà” è interpretato da Kim Rossi Stuart, Lorenza Indovina, Barbara Ronchi, Giuseppe Pambieri, Raffaella Lebboroni, Nicola Nocella, Fotinì Peluso (la protagonista di “Romanzo Famigliare”, serie tv di Francesca Archibugi ambientata a Livorno), Tancredi Galli. Racconta la storia di Bruno Salvati, regista di scarso avvenire, con un matrimonio finito alle spalle e due figli adolescenti che lo guardano con sospetto, è a una svolta. L'uomo infatti scopre di avere una malattia che richiede un delicato trapianto e un donatore. Troverà nel padre una prima risposta alle sue paure, scoprirà un segreto che gli può cambiare il futuro e cercherà nel calore della famiglia le risposte al suo viaggio interiore. Bruni attinge alla sua esperienza personale per una toccante riflessione sulla vita che coinvolge la sua generazione.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
