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TEATRO 

Blanco e la “finzione reale” Via alla stagione di Rifredi

GABRIELE RIZZA
Blanco e la “finzione reale” Via alla stagione di Rifredi

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Riparte la programmazione del Teatro di Rifredi. Sarà una stagione inquieta dettata dall'emergenza sanitaria, al momento aggrappata fino a dicembre agli spazi di agibilità ancora offerti dai decreti ministeriali. In questa incertezza che diventa sospensione temporale e ambiguità esistenziale non poteva esserci nome più adatto di Sergio Blanco per battezzare la nuova stagione, la 35esima affidata alle cure di Angelo Savelli e Giancarlo Mordini. L'omaggio a Sergio Blanco, uno dei più originali e innovativi drammaturghi del panorama internazionale, “scoperto” proprio da Rifredi, primo teatro in Italia a tradurre, pubblicare e rappresentare l'autore uruguaiano nell'ambito di un lavoro di ricerca sulla drammaturgia contemporanea, è partito con Carmine Maringola. Protagonista e scenografo di quasi tutti gli spettacoli di Emma Dante, Maringola affronta uno dei testi più scabrosi e originali di Blanco, il racconto di un suo viaggio a Lubiana per tenere delle conferenze sul mito di Narciso. Le disquisizioni sul tema si confondono con il traboccante “Io” dell'autore, coinvolto in una torbida relazione occasionale dagli esiti inaspettati. Da domani fino al 31 ottobre torna in scena “Tebas land”, con Ciro Masella e Samuele Picchi diretti da Angelo Savelli, un testo paradigmatico di quella che lo stesso Balnco definisce “autofinzione”, una serie di corto circuiti autobiografici, quanto veri o presunti impossibile dire, che si intrecciano con la cronaca e il mito. «La mia arte è una finzione reale, non è la mia vita ma non è una menzogna», dice Blanco. Quello cui assistiamo è un irresistibile intrigo esistenziale, in bilico fra verità e finzione, veridicità e verosimiglianza: la storia di un giovane parricida, di un regista/drammaturgo che lo incontra in carcere per portare in scena la sua storia e di un giovane attore che la deve interpretare. Info 055 4220361. —

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