Italia
«Tutta la vita» al Magnolfi con la musica di Nada
La Prato teatrale respira. Il festival Contemporanea ha centrato il bersaglio ed è ripartita, con tutte le precauzioni del caso, la stagione del Metastasio. Che dopo l'apertura della scorsa settimana al Fabbricone con “Naufragium” di Sonia Antinori si sposta da domani a domenica al Magnolfi per un'altra prima assoluta: “Tutta la vita” della compagnia padovana Amor Vacui. Coprodotto da Metastasio insieme a Stabile del Veneto e Centro teatrale La Piccionaia, lo spettacolo è il risultato di una scrittura condivisa fra il regista Lorenzo Maragoni, gli attori Andrea Bellacicco e Eleonora Panizzo, e il drammaturgo Michele Ruol, un lavoro collettivo che trae spunto e ispirazione dalla vita quotidiana per analizzare le nostre incalzanti contraddizioni. Primo tempo di una trilogia che si sviluppa in tre tappe, “Tutta la vita” si interroga sul senso ultimo dell'esistenza, una domanda epocale che ora diventa “Come si vive con se stessi” per poi proseguire sul significato del rapporto con gli altri e chiudersi sulla inevitabile fatalità della morte.
«Cerchiamo di indagare l’umana paura del cambiamento – dicono gli autori - tentando di aprire un dialogo con la nostra parte più fragile e conservatrice, quella con una solida lista di buone ragioni per non affrontare una metamorfosi, una ricerca all'interno di sé, di scavo sulle scelte e sul modo in cui le personali biografie hanno determinato l’esistenza di ognuno, sui margini di libertà, su come si fa a provare a cambiare quando si ha troppa paura di cambiare».
Sulla scena vuota due persone si interrogano su quale sia la linea tra la paura di vivere e la vita. Un andirivieni di monologhi e dialoghi che si collegano tra loro intrecciati a "Senza un perché", la canzone di Nada che fa da colonna sonora al tutto. —
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