Sicurezza
Francobollo-evento per i duecento anni del Vieusseux
Le più grandi menti della letteratura mondiale nella storia dell’istituzione culturale fiorentina
Compie 200 anni una delle grandiistituzione culturali di Firenze, il Gabinetto scientifico letterario G.P. Vieusseux: lo ricorda un francobollo emesso ieri e valido per la posta ordinaria. La vignetta del valore postale mostra una foto d'epoca con una delle sale del Gabinetto Vieusseux tra fine Ottocento e inizio Novecento in cui alcune persone sono intente alla lettura di libri, riviste e quotidiani; lo sfondo del francobollo ricorda la carta utilizzata per rilegare i libri custoditi su cui spicca il giglio simbolo di Firenze. Nel bollettino illustrativo dell'emissione il direttore del Gabinetto, Gloria Manghetti, ricorda la storia dell'istituzione: il Gabinetto fu inaugurato nel gennaio del 1820 per iniziativa dell'illuminato commerciante svizzero Giovan Pietro Vieusseux (1779-1863)con l'obiettivo di creare un "gabinetto di lettura" la cui struttura organizzativa si basava sul pagamento di una quota che consentiva ai soci di avere a disposizione libri e riviste, in spazi confortevoli e adatti allo studio e alla discussione. «Un gran numero di personaggi di altissimo rilievo - rileva Gloria Manghetti - hanno frequentato il Gabinetto Vieusseux, stringendo spesso col fondatore e direttore un costruttivo legame di amicizia: fra gli italiani, basta ricordare Giacomo Leopardi, Alessandro Manzoni e Niccolò Tommaseo; e fra gli stranieri, Alphonse de Lamartine, Heinrich Heine, James Fenimore Cooper, Hector Berlioz, John Ruskin, William Thackeray, Fëdor Dostoevskij, Émile Zola e molti altri». La storia del Vieusseux lungo il Novecento prosegue con inalterato prestigio come sottolineano i nomi di alcuni direttori che si susseguono, da Bonaventura Tecchi ad Eugenio Montale, da Alessandro Bonsanti ad Enzo Siciliano. Si deve a Bonsanti - tra l'altro - la fondazione dell'Archivio Contemporaneo che conserva carte e libri di grandi personalità culturali del XX secolo, da Giuseppe Ungaretti a Pier Paolo Pasolini, da Carlo Emilio Gadda a Giorgio Caproni, da Emilio Cecchi a Eduardo De Filippo, da Alberto Savinio a Vasco Pratolini, da Giacomo Debenedetti a Luzi, da Federigo Tozzi a Alberto Arbasino. —
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