Gioco
Maggiano, storia di un manicomio In un libro le voci di chi l’ha vissuta
Pubblicato da Maria Pacini Fazzi Editore per la Fondazione Mario Tobino: immagini dure, dalla contenzione dei pazienti “pericolosi” alla tenerezza di molti
LUCCA
“Maggiano gli anni del cambiamento 1958 1968” è il titolo del bel libro pubblicato da Maria Pacini Fazzi Editore per la Fondazione Mario Tobino che verrà presentato a Lucca oggi alle 17 nella sala convegni Vincenzo da Massa Carrara, complesso di San Micheletto. Il volume curato da Giovanni Contini e Marco Natalizi ripercorre la storia dell’ex ospedale psichiatrico ed è corredato da un Dvd in cui sono state inserite tutte le interviste fatte a medici, infermieri, pazienti che condividono ricordi, impressioni alla luce della distanza che il trascorrere del tempo offre. Tra le pagine e in video grazie ad un viaggio nella memoria, attraverso diverse voci e una pluralità di esperienze, il lettore viene messo a parte di quelli che erano i luoghi dell’ospedale, la struttura, i settori, gli spazi esterni. Sembra di camminare tra le corsie e con sorpresa scopriamo quella che veniva chiamata “la stanza dell’alga” un ambiente dove i pazienti “più pericolosi” venivano confinati e, nudi, si nascondevano e si riparavano dal freddo avvolti in quel sostrato vegetale che li nascondeva anche alla vista. Immagini dure, s’impongono al lettore, come quelle dei racconti delle contenzioni di alcuni internati, le urla, i pianti che si alternano a quelle di quotidianità e tenerezza di altri pronti a stupire con gesti delicati e parole di comprensione. Quello che ne deriva è una storia ricca ed affascinante che si arricchisce delle emozioni di chi ci lavorò per anni e che ne soffrì come molti pazienti che dopo la chiusura continuavano a bussare alla porta del manicomio per essere ricoverati nuovamente. «Grazie all’aiuto di alcuni infermieri che avevano mantenuto i rapporti con la Fondazione – racconta Isabella Tobino – abbiamo potuto recuperare i numeri telefonici di alcuni colleghi, dei medici che avevano lavorato all’ospedale fino alla sua chiusura, dei pochi degenti storici ancora in vita. Ed è iniziato il nostro lavoro sotto la guida di Giovanni Contini che ci ha dato i primi rudimenti per iniziare le interviste. Sempre seguendo i suoi consigli ci siamo forniti di una videocamera di buona qualità, quasi professionale, e abbiamo fissato il nostro primo appuntamento in un caldo pomeriggio estivo del 2012. Il personaggio che andammo a trovare era l’infermiere Scipioni, già anziano, che ci raccontò la sua esperienza. I ricordi fluivano veloci, sembrava quasi che fosse ancora lì nelle corsie, con gran vivacità raccontò di quando andò da Tobino, con cui aveva un rapporto di profonda stima, per spingerlo a scrivere qualcosa per difendere i malati, per far capire come fosse pericoloso per loro chiudere il manicomio». E l’emozione attraversa le pagine e si espande nel Dvd dando vita ad un documento importante che racconta una parte della nostra storia. A causa delle note restrizioni è meglio scrivere all’indirizzo info@fondazionemariotobino. it per sincerarsi della disponibilità dei posti. Sarà in ogni caso possibile vedere la diretta streaming sui canali social della Fondazione. —
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