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In Stardust il primo Bowie che cerca il successo

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ROMA

Dimenticate il glam rock e il Duca Bianco pensate piuttosto al rhythm and blues, ai capelli lunghi e ai passi confusi seppure ondeggianti sui tacchi da donna: David Bowie in cerca di se stesso, di un'identità, determinato a trovarla con l'obiettivo del successo . È il Bowie ancora sfigato degli esordi quello che arriva sul grande schermo in Stardust, il film di Gabriel Range con il musicista Johnny Flynn che interpreta il futuro genio musicale quando a 24 anni fa il suo primo (disastroso) tour in America. Alla Festa di Roma (in sala prossimamente con I Wonder Pictures) è stato presentato da regista e protagonista: «è una lettera d'amore a Bowie, scritta in assoluto rispetto» hanno detto .

La famiglia non ha visto il film né lo ha approvato: «Il figlio - ha detto Range - chiaramente ha spiegato che non accettava opere sul padre», né tantomeno sono stati concessi i diritti delle canzoni perché qui la canzoni del Bowie giovane, che stava cercando di lanciare Space Oddity, sono davvero poche. Piuttosto si raccontano gli incubi dell'aspirante rock star, i suoi passi incerti e goffi con i media, la determinazione a sfondare: è un po’ brutto anatroccolo il Bowie del film fino alla scena finale si trasforma nell'alieno venuto dallo spazio, Ziggy Stardust, suo alter ego. —

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