Il Tirreno

L’APPUNTAMENTO 

Lucca, capitale del pellegrinaggio Una giornata di studi e curiosità

ELENA TORRE
Lucca, capitale del pellegrinaggio Una giornata di studi e curiosità

Domani a S. Romano un tuffo nel medioevo e nelle architetture della città Gli esperti: era una tappa fondamentale nel cammino da Canterbury a Roma

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“Lucca, capitale del pellegrinaggio” è il titolo di una interessante giornata di divulgazione storica aperta al pubblico, con ingresso gratuito su prenotazione fino ad esaurimento disponibilità. Domani alle 17 presso all’Auditorium San Romano a Lucca dopo i saluti di rito del sindaco e degli assessori, sarà possibile ascoltare Alessandro Bedini, Franco Cardini, Ilaria Sabbatini e Raffaele Savigni. La giornata è organizzata da Federico Fioravanti, direttore del Festival del Medioevo, un'associazione culturale che da sei anni a Gubbio, grazie anche ad imporatnti parner come Rai Storia, Treccani e diversi patrocini scientifici, ha messo insieme rievocazioni, mostre, convegni, eventi teatrali, recital, concerti seguendo il filo rosso del Medioevo. Fioravanti ha rivolto il suo interesse al capoluogo toscano dedicandole una prima giornata di divulgazione con la speranza che possa essere il primo passo di un lungo percorso. «L’idea di fare qualcosa a Lucca è stato naturale, è una città bellissima e soprattutto vocata al pellegrinaggio. Nel tempo ha ricoperto un ruolo centrale nelle rotte dei pellegrini che da Canterbury attraversavano il nostro paese alla volta di Roma o del Sud Italia, si imbarcavano diretti a Gerusalemme. Quest'anno a Gubbio il tema che abbiamo scelto è stato il Mediterraneo dei pellegrini, mentre per la giornata di Lucca abbiamo coinvolto alcuni dei nostri relatori per mettere insieme un piccolo appuntamento che fosse piacevole il più possibile per il pubblico». L'associazione culturale è formata prevalentemente da giornalisti appassionati di storia che anche attraverso il sito del festival e la sua pagina facebook che conta oltre sessantunomila follower, si occupa di divulgazione storica del Medioevo creando una sorta di quotidiano tematico. «La storia non è nostalgia del passato -afferma Federico Fioravanti - ma uno strumento importante per saper riconoscere il medievalismo che ancora oggi ci circonda. Imparare a riconoscere i simboli della politica, le immagini e molte altre cose, pensare anche nell'arte come sia presente con i molteplici rihiam nelle opere dei preraffaelliti per esempio... il Medioevo di per sè poi non esiste, è una convenzione, pensiamoci, dovremmo mettere Attila inieme a Lorenzo il Magnifico, per noi italiani poi per convenzione finisce con la scoperta dell’America mentre per altri paesi non è così. In più è diffusa l'errata convinzione che si tratti di un periodo buio e passa avanti la sua accezione negativa. Ma se pensiamo a Lucca, se immaginiamo San Martino, se osserviamo le nostre città ci accorgeremo che i simboli che le caratterizzano, che le connotano sono sempre luoghi, tra chiese, monumenti, edifici e architetture medievali». E a Lucca domani si alterneranno ospiti di grande levatura in grado di coniugare il rigore scientifico con le capacità di divulgazione in modo da rendere piacevole e alla portata di tutti un patrimonio che ci appartiene. E se il grande storico, accademico, medievista francese Jaques Le Goff considerava il Medioevo come la nostra adolescenza, allora è più che mai importante conoscerlo, riconoscerlo e integrarlo nel nostro presente. Per partecipare all'incontro è necessario nel rispetto delle norme vigenti prenotare a prenotazioni@festivaldelmedioevo.it. —

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