Il Tirreno

MUSICA: il personaggio 

Bianconi, avventura da solista «Piano e archi, disco senza età»

LUCA TRAMBUSTI
Bianconi, avventura da solista «Piano e archi, disco senza età»

Esce domani “Forever”, primo lavoro del frontman toscano dei Baustelle «Mi allontano dal pop, ispirandomi alla classica. Con tante voci internazionali

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Per “Forever”, il suo primo disco da solista, Francesco Bianconi, autore e frontman dei Baustelle, ha abbandonato la complessità sonora della band per abbracciare il minimalismo di un pianoforte e un accompagnamento d’archi, andando lontano dal pop. Sebbene la totale mancanza di una base ritmica (basso batteria) su cui si appoggia la “musica leggera” possa intimidire all’ascolto, il risultato è un album di grande fruibilità e di alto profilo. «Questo disco - dice Bianconi - arriva dopo album e tour di grande soddisfazione con i Baustelle. Tutto però è stato molto “pieno”, ricco dal punto di vista sonoro e della visione. Un impegno non indifferente. Così - prosegue - nel momento in cui al top con la band abbiamo deciso di prenderci una pausa e dedicarci ai dischi solisti, ho sentito la necessità di svuotare, di sottrarre». Il concepimento di “Forever” (disponibile nei negozi e on line da domani) è frutto di una visione della musica, più simile alla classica che al pop. «Nel progettare questo disco - spiega Bianconi - ho cercato dei pianisti che fossero in grado di fare sintesi tra pop e classica. Non è stato facile, ma ho trovato in Michele Fedrigotti e Angelo Trabace le persone ideali con cui iniziare a scrivere e suonare». Pur con il faro dell’essenzialità e “nudità” Bianconi, in accordo con il produttore Amedeo Pace (Blonde Redhead), ha sentito la necessità di aggiungere qualcosa per dare completezza all’opera. Arrivano così gli archi del Balanescu Quartet e la presenza di ospiti vocali internazionali, tutti funzionali all’idea del disco stesso. Ecco allora le voci di Rufus Wainwright, Eleanor Friedberger, Kazu Makino e Hindi Zahra che, con le loro lingue, in alcuni casi hanno dato un contributo individuale alla scrittura delle relative canzoni in cui appaiono, portando una “ventata” d'internazionalità nel disco del cantautore toscano. Tra le caratteristiche di “Forever” ci sono la mancanza di sovrastrutture sonore ed un minimalismo non facile da conservare. «I miei colleghi dicono che sottrarre è più difficile che aggiungere. Lo confermo in pieno - dice Bianconi - anche se in questo caso era così chiara la volontà di ciò che volevamo che non c’è mai stata una tentazione di arricchire e riempire». Con questo lavoro si aggiunge una nuova attività per il musicista toscano: quella di cantautore, che si affianca alla scrittura per i Baustelle e a quella di autore “conto terzi”. «Nello scrivere da solista - spiega per immagini - c’è come un tubo che esce da te e va direttamente verso chi ti ascolta. Nelle altre attività sei molto più attento a ciò che scrivi. Lo scrivere per sé e lo scrivere per altri sono agli antipodi: nel primo caso, e questo disco lo conferma, non hai mediazioni, sei diretto, nell’altro caso devi pensare per chi stai scrivendo.” Sebbene il disco fosse pronto da novembre scorso e la sua uscita, prevista in primavera, sia stata rimandata per il lockdown, l’autore trova ancora il lavoro perfettamente centrato. Anche per questo “Forever” è un disco senza tempo. Nei prossimi giorni Bianconi sarà impegnato con un “instore” in cui incontrerà il pubblico per parlare dell’album. Due appuntamenti sono in Toscana, entrambi il 28 ottobre, la mattina a Siena e il pomeriggio a Firenze. Sebbene il musicista viva a Milano la Toscana gli è molto vicina e questa estate l’ha passata a Castiglioncello e spesso torna nella sua Montepulciano, dove ha le chitarre, in attesa di trasferirle nel suo studio a Milano. —

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