Il Tirreno

FIRENZE / fino a domenica 

Un Queer festival grandi firme Proiezioni dal vivo e online

gabriele rizza
Un Queer festival grandi firme Proiezioni dal vivo e online

17 titoli: la musica di Variações, il magazine Curve  e il genio di Braibanti. Per gli  show digitali il riferimento  è il sito della Compagnia

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Decolla al cinema La Compagnia il Florence Queer Festival numero 18 diretto da Bruno Casini e Roberta Vannucci. Che fino a domenica smista un fitto cartellone, non solo film (sono 17 i titoli selezionati di cui 11 in concorso, più i corti e i documentari) ma anche mostre, incontri ed eventi che esplorano le diverse sfaccettature della cultura Lgtbq. Causa emergenza sanitaria e la ridotta capienza della sala, la rassegna si sdoppia fra proiezioni dal vivo e online sul sito www. cinemalacompagnia. it. L’apertura si articola in due tempi: alle 18 “The Ballad of Genesis and Lady Jaye” di Marie Loisier e alle 21 “Il caso Braibanti” di Carmen Giardina e Massimiliano Palmese (ospiti in sala). Il primo è un ritratto del performer, musicista e pioniere del gender-fluid Genesis P-Orridge, il secondo inquadra la figura di Aldo Braibanti, partigiano, poeta, drammaturgo ( “genio straordinario” secondo Carmelo Bene), ricordato soprattutto per il processo a cui fu sottoposto nel 1968 con l’accusa di aver plagiato il suo amante ventunenne. Una vicenda che fece scandalo, riaffiorante ora attraverso immagini e testimonianze inedite (fra gli altri Piergiorgio Bellocchio, Lou Castel, Dacia Maraini), come “un processo a Oscar Wilde ma con un secolo di ritardo”. Segnaliamo poi “Her Name is Bo” di Vagner e Deborsu, la testimonianza di Bo van Spilbeeck, noto reporter televisivo belga sposato con figli, che si è dichiarato transessuale all’età di 58 anni e ha deciso di filmare l’intero processo; “Suk Suk” di Ray Yeung, passato alla Berlinale, “Guardian Angel” di João Maia, biopic su uno dei cantanti più iconici della musica portoghese, António Variações; “Im Stillen Laut” di Therese Koppe. Fra i documentari spiccano il lavoro di Jen Rainin sulla visibilità e la cultura lesbica, raccontate attraverso la nascita e la storia del magazine “Curve”; “L’altra altra metà del cielo” di Maria Laura Annibali, interviste a donne che hanno in comune la scelta lesbica; “Welcome to Chechnya” di David France, su un gruppo di attivisti che rischiano la vita per combattere le persecuzioni anti-Lgtbq in Cecenia. –

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