Lutto
Bersani: ho chiuso con gli sms, torno a scrivere canzoni
«Un disco di tutti, ognuno ci si può ritrovare. È come una multisala: un posto che non amo ma che consente di scegliere una pellicola o un’altra...»
Sono passati oltre sette anni dal suo precedente disco, ma adesso Samuele Bersani è tornato con un nuovo lavoro dal titolo “Cinema Samuele”. Il cantautore romagnolo si è trovato (nuovamente) a fare i conti con la difficoltà di riempire un foglio bianco su cui scrivere le canzoni. «Ho vissuto un periodo di difficoltà creativa e non era la prima volta. C’è stato un momento privato che mi ha impedito di scrivere anche la lista della spesa - confessa Bersani - Forse erano i troppi sms scritti per raggiungere il cuore di qualcuno. Sms che mi avevano spento dal punto di vista professionale. È stato un fulmine che mi ha colpito. Per me - dice - i sentimenti sono centrali e non posso stare male in amore». Superata la crisi, Bersani ha realizzato un disco di grande bellezza ed intensità. Il titolo “Cinema Samuele” non è a caso, infatti le dieci canzoni sono altrettanti piccoli film, storie raccontate per parole ma che diventano immagini vivide. «È un disco di tutti - spiega il cantautore - perché ognuno ci si può ritrovare. È come una multisala - prosegue - che è un posto che non amo, ma è anche dove scegliere una pellicola piuttosto che un’altra». Le parole servono a creare immagini che Bersani vede chiaramente. «Quando ascolto ad occhi chiusi - spiega - sulla parte interna delle palpebre si proiettano le canzoni. Il miglior complimento me l’ha fatto una ragazza che mi disse che scrivo piccoli cortometraggi per non vedenti». “Cinema Samuele” è una raccolta di canzoni che spaziano tra grandi temi: il ricordo, il rapporto con la tecnologia, l’amore universale o il sopruso ed in generale è uno sguardo sul mondo moderno visto in chiave poetica, in stile Bersani. È un disco da ascoltare in due livelli: quello musicale e quello lirico. Per quest’ultimo occorre ascoltare ogni singola parola con attenzione. «L’album arriva dopo un blackout totale. Il buio ricorre in alcune canzoni - dice l’autore - C’è disagio, ma anche una luce che passa sotto la porta. Il buio - prosegue - l’ho superato dopo aver scritto “Il tuo ricordo”, che è stata catartica. Alla fine il presente vince sul passato di cui mi sono liberato anche se spesso è tornato a citofonarmi. Non c’è obbligo di speranza ma io ci credo, non vivo di nostalgia. Questo è un disco contemporaneo - conclude - che racconta storie di oggi e non di ieri». “Cinema Samuele” è un album coccolato e cresciuto nel tempo. «Ero ispirato, ma prima ero disperato, mi ero perso. Ho ricominciato - ricorda Bersani - anche con il lavoro, che mi dava entusiasmo, ho lavorato come mai in passato. C’è fame di bellezza, di storie, di belle canzoni, meno “despaciti”, meno reggaeton, meno trap. Amo il rap, Salmo, che è eccezionale, fa un’altra cosa, non come Caparezza. E poi c’è tanta fuffa che arriva dai talent. So che quella discografica è un’azienda e che deve fare fatturato con artisti diversi da me. Ma ci sono tanti giovani autori a proprio agio nello scrivere canzoni come intendo io». —
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