Il Tirreno

Da Vinci alla Francia in sella allo scooter: lo scrittore segue le orme di Leonardo

Elena Torre
Da Vinci alla Francia in sella allo scooter: lo scrittore segue le orme di Leonardo

La piccola impresa di Alessandro Agostinelli, maremmano, diventa un libro 

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Alessandro Agostinelli è un viaggiatore nell’anima, scrittore e giornalista, ha percorso migliaia di chilometri a cavallo di uno scooter della Piaggio sulle tracce di Leonardo. Partito da Vinci, anzi da Anchiano un piccolo borgo vicino, dove il genio nacque nel 1452, è arrivato fino al castello di Clos-Lucé dove nel 1519 morì. Da questa esperienza on the road è nato il libro “Da Vinci su tre ruote, in scooter alla scoperta del genio” uscito per i tipi di Exòrma, progetto nato nel 2019 per celebrare i cinquecento anni dalla sua morte. Così Agostinelli è partito seguito da un camper dove due troupe si sono avvicendate alla guida e alle riprese di un documentario.

Lungo le varie tappe ha incontrato diversi esperti con i quali ha approfondito alcuni aspetti tra loro la direttrice del Museo leonardiano di Vinci Roberta Barsanti, Pietro Marani del Politecnico di Milano, la storica dell’arte Cristina Acidini, il poeta Tomaso Kemeny, lo storico Franco Cardini e molti altri che hanno impreziosito il volume con i loro racconti. «Lo scopo del viaggio e del libro è stato il medesimo- racconta Agostinelli- capire una volta per tutte se Leonardo fosse un genio o meno. Gli esperti coi quali mi sono confrontato hanno detto la loro sottolineando per esempio che come pittore, nessuno aveva mai dipinto l’aria, il pulviscolo atmosferico. Chi ha sottolineato l’importanza dei progetti di canalizzazione validi ancora oggi, chi ha puntato sulla sua perizia di ingegnere per l’invenzione di armi. Così come c’è stato che lo ha definito un ingegnoso vecchietto che però creava cose che non funzionavano».

Da Vinci il viaggio è proseguito verso Firenze, dove Leonardo nella bottega di Andrea Verrocchio ha mosso i suoi primi passi. «Poi a Milano - continua Agostinelli- una delle città più importanti per Da Vinci, lì abbiamo anmmrati il cenacolo e il Codice Atlantico. « Poi il viaggio è proseguito alla volta di Viareggio per una sosta gastronomica dallo chef Mancino e poi è proseguito verso Genova, città amata dal genio. «Da Genova verso Ventimiglia - ricorda- e poi Avignone dove abbiamo parlato di candele di sego e dell’invenzione della carta. Poi Lione per studiare le tante opere idrauliche francesi che ha progettato, Tours fino a raggiungere l'ultima tappa prevista ad Amboise».

Le varie tappe del viaggio sono state scelte in base agli incontri con gli esperti con i qulai l'autore ha scelto di confrontarsi mettendo attenzione ad avere tappe che non fossero tropo impegnative. Ma la vera ragione di questo viaggio è la passione che l'autore ha da sempre nei confronti di Leonardo Da Vinci «era un uomo che girava disarmato nella pericolosa Firenze nera delle faide, un personaggio strano che liberava gli uccelli dalle gabbie del mercato, una persona che non mangiava carne una sorta di hippie in anticipo, una specie di supereroe». Sorride e alla fine di questo viaggio forse ha capito meglio chi realmente fosse e, come si legge anche nel libro, in che modo si costruisca il proprio mito e come si possa mantenere nel tempo la fama. E dopo Da Vinci? Il prossimo viaggio e con tutta probabilità il prossimo libro sarà dedicato ad un altro gigante toscano Dante Alighieri, l'occasione il settecentesimo annniversario della morte del poeta. 

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