Il Tirreno

FIRENZE 

Da Ovadia a Fabio Vacchi Il festival “Suoni riflessi” raddoppia i suoi eventi

GABRIELE RIZZA

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Moni Ovadia, il compositore Fabio Vacchi, il pianista Pier Narciso Masi, un omaggio a Farulli, un spettacolo sulla violenza di genere e una esplorazione dell’universo beethoveniano compongono il pentagramma di “Suoni riflessi”, la rassegna ideata da Mario Ancillotti che fino all'8 novembre in Sala Vanni festeggia la 18esima edizione. E che per venire incontro al pubblico penalizzato dall'emergenza sanitaria, si fa in due: doppie esecuzioni e doppio sforzo da parte di organizzatori e interpreti che duplicheranno le performance con lo stesso cachet e del pubblico, fra obbligo di prenotazione, mascherina, rispetto dei protocolli. Il risultato è un percorso ricco di sorprese e di inediti accostamenti fra musica e letteratura, secondo una formula che da sempre caratterizza la rassegna. Apertasi con l'incontro fra le parole delle “Città invisibili” di Calvino e le note dei “Luoghi immaginari” di Fabio Vacchi, "Suoni Riflessi" prosegue domenica prossima ricordando Piero Farulli nel centenario della nascita, con gli allievi della sua Scuola di Fiesole che eseguono musiche di Bach e Beethoven. Il 18 arriva Moni Ovadia, protagonista di “Histoire du soldat” di Stravinskij, l’incontro faustiano tra un soldato e il diavolo, accompagnato dall’ensemble diretto dallo stesso Ancillotti, mentre il 25 Elena Bucci e Davide Dolores interpretano testi di Alda Merini, Franca Rame, Mariangela Gualtieri, punteggiati da musiche di Bach, Shostakovich, Bartok. Chiude un focus su Beethoven, ospite Pier Narciso Masi che esegue le sonate per pianoforte “Al chiaro di luna”, “Waldstein” e “Appassionata”. Info www.suoniriflessi.it. —

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