Attenzione
E ora “Il codice è legge”: viaggio tra etica e diritto perché due mondi dialoghino
Lo spunto di una citazione del giurista e saggista Lawrence Lessig per la necessità di una comprensione reciproca
Il tema chiave
Contaminazioni reciproche tra due mondi spesso distanti e diffidenti l’uno con l’altro. Un atteggiamento che in passato ha penalizzato tanto il diritto quanto l’informatica e che ora è travolto dall’emergenza sanitaria. In un mondo che ha dovuto fare un salto nel digitale, la necessità di confronto e di contaminazione tra legge e tecnologia diventa un tema chiave. Da questa consapevolezza parte “Code is low”, la sessione giuridica dell’Internet Festival 2020. «Nei 10 anni della manifestazione abbiamo avuto uno spazio sempre crescente, quest’anno c’è stato assegnato uno dei pochi eventi in presenza perché l’attualità impone di dare un segnale ai giuristi, che hanno bisogno di capire cosa sia l’informatica, e agli informatici, che hanno necessità di sapere le regole entro cui operare», spiega Dianora Poletti, professore all’Università di Pisa e direttrice del Centro di ricerca in diritto e tecnologie di frontiera.
Insieme a Fernanda Faini, docente in corsi e master universitari chiamata dal Mise a far parte del gruppo di esperti sulla blockchain, Poletti è curatrice dell’evento di domani al centro congressi Le Benedettine. Un’intera giornata di studio introdotta da Paola Pisano (ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione), Paolo Mancarella (rettore dell’Università di Pisa), Sabina Nuti (rettrice della Scuola superiore Sant’Anna), Luigi Ambrosio (direttore della Scuola Normale superiore).
Con “Code is Law”, citazione di Lawrence Lessig, il Festival fa il punto sull’intreccio sempre più stretto tra virtuale e reale anche dal punto di vista legale tenendo conto del ruolo chiave dell’innovazione nella ripresa economica.
Due le sezioni moderate da Federica Meta (giornalista CorCom). Alle 10 di venerdì, dopo i saluti istituzionali, si comincia con “Il diritto tra libertà e sorveglianza” con Guido Alpa (Università La Sapienza), Mariarosaria Taddeo (Deputy Director del Digital Ethics Lab), Paolo Benanti (Università Gregoriana), Marco Bellezza (Infratel). Quattro esperti chiamati a parlare di come la tecnologia consenta inedite libertà, ma al tempo stesso ponga l’uomo e la collettività davanti a nuovi rischi di sorveglianza e controllo, che il diritto deve riuscire ad affrontare. Dalle 15, si prosegue con “L’uomo e la macchina tra data protection e contact tracing” a cui partecipano Guido Scorza (Garante per la protezione dei dati personali), Andrea Simoncini (Università degli Studi di Firenze), Giovanni Comandè (Scuola superiore Sant’Anna), Diego Ciulli (public policy manager di Google Italia) che dibatteranno su come la pandemia abbia evidenziato le potenzialità della tecnologia a beneficio della collettività con strumenti come le app di contact tracing, ma di quanto sia necessario rispettare i diritti del singolo e la protezione dei suoi dati personali. La sintesi della giornata è poi affidata a Elisabetta Catelani e Francesca Martines di UniPi.
«Affronteremo temi giuridici, informatici, economici, etici e filosofici per favorire una contaminazione utile a far sì che il codice informatico stesso sia scritto per rispettare fin dall’inizio per rispettare i principi e i valori della legge», conclude Faini. — g.b.
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