Il Tirreno

IL PROGETTO

Il “gemello” del David va a Dubai, sarà simbolo dell’Italia all’Expo

Gabriele Rizza
Il David di Michelangelo alla Galleria dell’Accademia
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Il David di Michelangelo alla Galleria dell’Accademia

La riproduzione, assolutamente perfetta, sarà realizzata con nuove tecnologie i dati acquisiti in digitale e quindi riprodotti in materiale plastico naturale

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Il David di Michelangelo non si volta indietro, guarda avanti e diventa il vessillifero della spedizione italiana all'Expo Universale di Dubai 2020. Che slitta di un anno per i motivi che tutti sappiamo, l'inaugurazione infatti è rinviata al primo ottobre 2021. Certo il capolavoro del Buonarroti non si sposta fisicamente dalla sua residenza fiorentina, la Galleria dell'Accademia. Ma siccome la riproducibilità dell'arte, al di là delle provocazioni postmoderne, e senza scomodare Walter Benjamin, è diventato anche un affare di invenzioni e scoperte scientifiche, un repertorio di esperienze sempre più innovative e di perfezionismi tecnici al limite della più assoluta verosimiglianza, anche in ottica di restauro e conservazione del manufatto, il clone del David, quanto a rappresentatività, non avrà nulla da invidiare all'originale.

Il “nuovo” David si specchierà perfettamente nel suo antenato michelangiolesco, novello Narciso, sarà figlio del terzo millennio e delle sue più evolute competenze tecnologiche, il risultato di procedure avveniristiche al cui fianco troviamo anche i laboratori della Nasa. L'annuncio di un David gemello in partenza per Dubai, è partito ieri ufficialmente nel quadro delle celebrazioni del “One Year To Go”, i 360 giorni che appunto mancano all'inaugurazione dell'Expo. Il progetto mette insieme passato e futuro, tradizione e innovazione, rinascimento e contemporaneità, patrimonio culturale e patrimonio digitale, un itinerario ad alta intensità tecnologica dove la memoria storica si lega a un presente di inaudita innovazione. Insomma, come si legge nel comunicato, «un’opportunità unica per il nostro Paese di rilanciare la propria attrattività culturale, economica, scientifica e turistica sulla scena internazionale».

Il David 2020 che avrà a Dubai il posto d'onore, al centro del Padiglione Italia, prevede nei prossimi 12 mesi la realizzazione del “making of” sotto la curatela scientifica dell’Università di Firenze. Un lavoro che parte dall'acquisizione digitale dei dati della statua, fino alla fresatura del materiale plastico totalmente naturale che poi ne assumerà profilo, forma e sostanza, e che nei prossimi mesi vedrà impegnati scienziati, tecnici, curatori, artigiani, docenti e studenti. «Il significato di questa complessa e innovativa operazione, destinata a portare nel mondo l’anima dell'Italia, di Firenze e delle nostre città d’arte - ha dichiarato Paolo Glisenti, commissario italiano per Expo - è quello di presentare ai visitatori le competenze della cultura digitale, resa possibile dal riuso dell’informazione, un vero processo corale e inclusivo.

La riproduzione del David, incarnazione michelangiolesca del bene, del vero e del giusto, con le più moderne tecnologie che l’Italia può mettere in campo, assume in questo frangente storico il significato della rinascita grazie alle migliori competenze e della bellezza come valore universale». Gli fa eco la direttrice del museo fiorentino Cecile Hollberg: «Siamo felici di partecipare a questo progetto così innovativo, il primo di riproduzione ad altissima tecnologia del David, simbolo non solo dell’arte italiana, la sua figura sarà portatrice di un messaggio positivo di rinascita e di speranza».
 

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