Il Tirreno

“Rarities”, perle per fans che ci raccontano il Battisti meno noto

Luca Trambusti
“Rarities”, perle per fans che ci raccontano il Battisti meno noto

Il nuovo cofanetto che esce oggi raccoglie brani di Lucio e Mogol portati al successo da altri e interpretati in modo originale e personale  

3 MINUTI DI LETTURA





il disco



Oggi, a distanza di un paio di settimane dall’anniversario della scomparsa (9 settembre ‘98), Sony Music pubblica un nuovo album antologico che racconta il lavoro di Lucio Battisti. Dopo i preziosi cofanetti, “Master 1 e 2” pubblicati nel 2017 e 2019 (brani tra i più noti, della produzione con Mogol e post Mogol tutti rimasterizzati in ottima qualità audio), arriva “Rarities”.

Si tratta di 16 brani che possono giustamente essere catalogati come rarità in quanto non entrati nella discografia ufficiale, ma non inediti perché, oltre a essere disponibili in rete, sono apparsi in altre uscite antologiche, come B side, brani composti per altri (e qui reinterpretati da Lucio in maniera assai personale) o versioni straniere delle sue grandi hit. L’opportunità che offre “Rarities” è quella di mettere in fila su un unico supporto delle chicche che altrimenti si trovano sparse in diverse produzioni discografiche. Il disco è inserito all’interno di un cofanetto con tante foto e delle note che accompagnano ogni singolo brano. Due le versioni disponibili sul mercato: Cd e vinile.

Il disco si apre con la extended version di “Pensieri e parole” arricchita da una lunga coda orchestrale. Segue “Per una lira”, scritta nel ‘66 fu uno dei primi brani firmati da Mogol-Battisti ed è più conosciuta nella versione dei Ribelli. Con “Vendo casa” siamo nel 1971. Sono i Dik Dik prima e poi la Formula 3 di Alberto Radius a portarla al successo. Ben diversa è “Le formiche” che Mogol e Battisti scrissero per Wilma Goich nel ’68. La prima sorpresa (almeno per i non fan) arriva con l’interpretazione della famosa “La spada nel cuore”. Nel ’78 Little Tony e Patti Pravo portarono al Festival di Sanremo questo brano firmato da Mogol e Carlo Donida, che scopriamo invece essere scritto a 6 mani con Lucio (il quale però non appare tra i crediti ufficiali). Interessante la sua versione, quasi un provino. Ancora Sanremo, nel ’71 questa volta, per “La folle corsa” presentata all’Ariston da Little Tony e la Formula 3 e anch’essa firmata (questa ufficialmente) a sei mani Donida/Battisti/Mogol. “La farfalla impazzita” è a sua volta legata al duo Mogol Battisti “autori conto terzi”, che per Sanremo ’68 la firmano per l’interpretazione di Johnny Dorelli e Paul Anka. Anche in questo caso la versione battistiana è ben lontana da quella nota. Chiude la carrellata delle canzoni in italiano “La farfalla”, qui cantata da Lucio Battisti con il solo accompagnamento del piano, che fu scritta per Mia Martini e poi interpretata da Iva Zanicchi nel ’72. Seguono infine una serie di noti brani in lingua straniera: “I giardini di marzo” (che diventano di settembre), “Comunque bella” e “Il mio canto libero” in francese (tutte del ’72), “La collina dei ciliegi” (’73) e “Una donna per amico” (’78) in spagnolo. Chiudono il disco le versioni in inglese di “Amarsi un po’” e “Soli” (entrambe del ‘77).

“Rarities” è un lavoro destinato ai fan, ma allo stesso tempo è l’esaltazione del Battisti compositore ed anche interprete. Il risultato finale è comunque, paragonato ai due precedenti cofanetti, meno popolare perché ci racconta del duo Battisti/Mogol meno noto, lontano dalle classiche hit. Non mancano comunque delle sorprese. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web