Il Tirreno

Qui venne esiliato, qui Dante ritorna Il Bargello celebra l’opera del Poeta

GABRIELE RIZZA
Qui venne esiliato, qui Dante ritorna Il Bargello celebra l’opera del Poeta

In queste sale venne condannato il 10 marzo del 1302 Un percorso tra dipinti, manoscritti, affreschi e altre opere

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Nel fiorire delle iniziative che caratterizzeranno nel 2021 le celebrazioni per i settecento anni dalla morte di Dante Alighieri, il Museo del Bargello anticipa i tempi e lancia le due mostre che lo vedono protagonista: “Onorevole e antico cittadino di Firenze” che apre i battenti il 23 marzo (fino l 25 luglio) e “La mirabile visione. Dante e la Commedia nell'immaginario simbolista” in programma dal 23 settembre al 9 gennaio 2020. Un anniversario che naturalmente vede Firenze in prima fila (insieme a Ravenna dove riposano le spoglie del sommo poeta) e che trova nel Bargello una sorta di luogo deputato, un imprescindibile punto di partenza per la ricostruzione del rapporto fra Dante e la sua città dopo la condanna a morte il 10 marzo 1302 e l'esilio. «Al suo interno infatti – ricorda la direttrice del museo Paola D'Agostino - si trova l’affresco che testimonia la sorprendente inclusione del poeta tra le schiere degli eletti nel Paradiso. Il dipinto, realizzato nel 1337 dagli allievi e collaboratori di Giotto, si trova nella Cappella del Podestà, luogo simbolo del connubio tra la giustizia degli uomini e quella divina e quindi della riappacificazione tra Firenze e il suo illustre figlio. Le pitture della cappella, ma anche gli altri affreschi trecenteschi del Palazzo, costituiranno parte della prima delle due mostre, volta a richiamare l’attenzione sul valore esemplare dei loro contenuti in rapporto alla funzione dell’edificio, quale sede della suprema autorità giudiziaria della città». La centralità del Bargello in questo quadro rievocativo si rafforza se pensiamo che nel 1865 il Bargello riaprì le porte come primo Museo del Regno d’Italia proprio con una mostra dedicata all’Alighieri, che finirà per identificarsi sempre più con l’idea nazionale sancita dagli esiti della politica risorgimentale, tanto da essere definito “precursore della unità e libertà d’Italia”. Ufficializzati dalla presenza del ministro Gaetano Manfredi, che nell'occasione ha confermato la nascita del Museo della Lingua italiana nel complesso di Santa Maria Novella, i due progetti espostivi contano sulla collaborazione dell'Ateneo fiorentino, della Biblioteca Nazionale, della Laurenziana e della Riccardiana, col supporto scientifico dell'Accademia della Crusca e dell’Opificio delle Pietre Dure. “Onorevole e antico cittadino di Firenze”, curata da Luca Azzetta, Sonia Chiodo e Teresa De Robertis, si articola in più sezioni, con prestiti di manoscritti e dipinti allestiti in dialogo con gli affreschi e altre opere coeve, provenienti dalle collezioni del Bargello e da istituzioni italiane e straniere, lungo un itinerario che ripercorrerà tappe e protagonisti del rapporto tra Firenze, l’Alighieri e la sua opera nella prima metà del Trecento, presentando artefici, copisti, commentatori, miniatori e lettori della Commedia di quegli anni: un percorso che avrebbe portato Giovanni Villani a definire Dante “onorevole e antico cittadino di Firenze” e Giovanni Boccaccio a costruire il suo personale monumento letterario. Il secondo appuntamento, a cura di Carlo Sisi, è invece dedicato alla fortuna e alla complessa percezione della figura di Dante e della Divina Commedia nel contesto letterario tra Otto e Novecento, attraverso una selezione di opere chenarrano lo straordinario catalogo di immagini che il poema dantesco offriva. —

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di Redazione web