Gli Emmy del silenzio “Watchmen” trionfa insieme a “Succession” Ruffalo e King sul trono
Tanti riconoscimenti anche per la serie “Schitt’s Creek” Jimmy Kimmel presenta la serata in un palasport deserto
«Vestitevi come volete, l’importante è che abbiate un’ottima connessione internet». Sono state queste le uniche istruzioni che i produttori della cerimonia di consegna degli Emmy Awards hanno dato ai partecipanti per la prima - e si spera l’ultima, anche se forse quello che si è visto potrebbe essere ripetuto agli Oscar - premiazione virtuale in tempi di pandemia. Invece del red carpet, quindi, collegamenti dal divano di casa. Chi in maglietta - Regina King ne indossava una con la faccia di Breonna Taylor, la ragazza nera uccisa dai poliziotti bianchi in Kentucky. Chi in abito da sera, come Tracee Ellis Ross, in lungo dorato. Nell’enorme Staples Center di Los Angeles - scelto per la tecnologia adatta per operare centinaia di collegamenti insieme - c’era solo il presentatore Jimmy Kimmel, che ha condotto una serata surreale e strana, esattamente come i tempi che si stanno vivendo in Usa, dove la pandemia è tutto tranne che sotto controllo e dove l’uso della mascherina è diventata un simbolo politico. «Ovvio che non c’è il pubblico - ha detto Kimmel in apertura -. Siamo agli Emmy, non a un rally Maga», i comizi che il Presidente Trump continua a tenere con migliaia di persone, incurante delle indicazioni degli esperti. Una cerimonia che è stata quindi anche un segnale di responsabilità sociale, apprezzata da una parte della critica, ma che per forza di cose è stata noiosa e poco emotiva. Tecnicamente tutto ha funzionato, non ci sono stati ritardi, le connessioni hanno tenuto, ma se a una cosa è servita, questa cerimonia virtuale ci ha fatto capire quanto il mondo dello spettacolo abbia bisogno del contorno, dei lustrini e dei tappeti rossi, della frivolezza e delle lacrime dei vincitori. Fino a quando non torneranno, non sarà la stessa cosa. Certo, qualche siparietto è stato commovente. La gioia a casa di Zendaya, vincitrice come migliore protagonista di una serie drammatica per Euphoria (vista in Italia su Sky) era palpabile e vera. Il discorso lunghissimo e molto politico di Mark Ruffalo - miglior attore in una miniserie tv con Un volto, due destini - I know this much is true dal 22 settembre su Sky - dal vivo sarebbe stato certamente tagliato e invece qui è potuto andare avanti per minuti, invitando gli americani a «lottare per coloro che sono meno privilegiati e più vulnerabili» perché «siamo più forti insieme quando ci amiamo e rispettiamo la diversità degli altri», ha detto. La sorpresa di Jeremy Strong miglior attore drammatico per Succession, sembrava genuina e ha commosso. Il discorso di Damon Lindelof, creatore della miniserie vincitrice Watchmen è stato dedicato alle vittime della strage di Tulsa del 1921, in cui la città venne attaccata, con 36 morti e centinaia di feriti. «Dedichiamo questo premio alle vittime e ai sopravvissuti al massacro di Tulsa del 1921. Gli incendi che hanno distrutto Black Wall Street bruciano ancora oggi. L’unico modo per spegnerli è combatterli tutti insieme», ha detto.
La vittoria di Watchmen (miglior miniserie e premi anche ai due attori afroamericani, Regina King migliore protagonista e Yahya Abdul-Mateen II miglior non protagonista) così come quella di Succession (migliore serie drammatica, miglior regia, scrittura e attore protagonista) e Schitt’s Creek erano ampiamente previste, ma la dimensione della vittoria di quest’ultima nella categoria serie comica è stata una sorpresa.
Ideata dalla coppia padre e figlio Eugene e Dan Levy e andata in onda in onda in Usa dal 13 gennaio 2015 al 7 aprile 2020 per un totale di sei stagioni, racconta le vicende della famiglia Rose, ricchissimi caduti in disgrazia che si ritrovano a vivere nel motel di una piccola città che una volta avevano acquistato per scherzo. Eugene Levy nei panni del capofamiglia, Catherine O’Hara in quelli della moglie, Dan Levy e Annie Murphy nei panni dei due figli hanno tutti portato a casa l’Emmy nella recitazione comica, regalando alla serie canadese un record che sarà difficile da battere. —
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