Brignano, torna il varietà «Un’ora sola vi vorrei»: risate, musica e balletti rigorosamente in 60’
Il “fantasista” romano sbarca stasera su Rai2 col nuovo spettacolo. C’è anche il pubblico in studio: settanta fan scelti su Instagram
LA NOVITÀ
L’ossessione per il tempo che passa può diventare materia preziosa nelle mani di un comico. Come la scoperta che furono i Sumeri, inspiegabilmente padroni del vernacolo romano, a scoprire, centinaia di migliaia di anni fa, il segreto per calcolare le ore: bastava aspettare un amico dall’alba al tramonto e guardare la luna avendo la fortuna di trovarla non piena ma con un quarto mancante. Ecco stabilito che si era fatta «luna meno un quarto». Oppure la paura del Covid sviscerata da un tossicologo che insegna l’arte dello spargimento dell’amuchina. Tutto, dal serio al faceto, nelle mani di un comico è oro, figurarsi in quelle di Enrico Brignano che sui monologhi inverosimili ha costruito il suo successo. Questo è tanto altro nello show destinato a inaugurare la stagione di Rai 2. Brignano non lo dice e non può dirlo ma con la chiusura dei teatri e l’interruzione del tour dovuto alla pandemia, dopo tanti rifiuti ha accettato di buon grado questa occasione. Lo spettacolo si chiama “Un’ora sola vi vorrei” parafrasando la nota canzone e andrà in onda in prima serata da stasera. In tutto differente rispetto allo spettacolo teatrale interrotto a marzo, porta lo stesso titolo quasi per scaramanzia. La novità è che si cercherà di stare nei ranghi di un’ora, lunghezza rivoluzionaria che rimanda alla durata dei varietà di una volta, si occuperà di attualità, sarà registrato il giorno precedente alla messa in onda per motivi di qualità e avrà il pubblico in sala, contingentato a 75 fans di Brignano, distanziato e sterilizzato ma ci sarà. «Mi sembrerà di tornare agli inizi quando di pubblico ne avevo anche meno». Al via cinque delle dieci puntate preventivate, considerando anche i problemi di budget: dei 300 ballerini presentati alle audizioni ne ha scelti otto e ha ridotto all’osso anche le voci del coro che da 4 sono state portate a 3.
Racconta Brignano: «Ormai gli show partono al mattino e finiscono il mattino successivo. È deleterio. In compenso noi abbiamo il problema dei monologhi che vengono aggiornati al ritmo dei tg. Quindici stesure del copione al minimo, tutto personalizzato come le mascherine chirurgiche che la gente porta, sempre la stessa, per cinque mesi di seguito. Parlerò anche d’amore, di sesso e giocherò sulla satira di costume». Attiene alla satira di costume anche il tossicologo pronto a spiegare come spargere l’amuchina. Un assaggio di spettacolo, come il primo ordinativo dei banchi per le scuole. Nella sperimentazione a basso budget entra però anche il linguaggio non trash. Però ironizzando sul lockdown e sul Covid bisogna stare attenti perché la polemica è dietro l’angolo. Vedi quello che è accaduto a Vanzina che solo per il titolo del suo prossimo film, “Lockdown all’italiana”, è stato crocifisso dai social: «La polemica oramai si fa su tutto, è nata un’associazione che su qualsiasi parola ha da reclamare diritti. Il tema è delicato, abbiamo tutti davanti agli occhi le immagini di Bergamo e dei camion dell’esercito ma abbiamo anche davanti agli occhi le manifestazioni dei negazionisti o di chi dall’ombrellone negava il “covide” ma quello che bisogna dire, va detto». E di referendum appena concluso, si ironizzerà? «Non potevamo lasciarci sfuggire un’occasione tanto preziosa. Con i miei autori ho preparato due monologhi, uno se dovesse vincere il Sì, uno per il No». Ospite del programma Malika Ayane, marocchina, «io sono di padre tunisino, tutti e due in “ino” andremo bene, ho già chiesto il permesso a Salvini e me l’ha dato». —
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