Il Tirreno

Le due interpretazioni di un crocifisso: Michelangelo incontra il Cristo di Puglisi

Gabriele Rizza
Michelangelo fu ospitato nel convento di Santo Spirito nel 1492, a diciassette anni e come ringraziamento dell'ospitalità il giovane artista scolpì per il priore Niccolò di Lapo Bichiellini il crocifisso ligneo, che venne collocato sopra l'altare maggiore. L’opera è tornata in S. Spirito neol 2000
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Michelangelo fu ospitato nel convento di Santo Spirito nel 1492, a diciassette anni e come ringraziamento dell'ospitalità il giovane artista scolpì per il priore Niccolò di Lapo Bichiellini il crocifisso ligneo, che venne collocato sopra l'altare maggiore. L’opera è tornata in S. Spirito neol 2000

Nella sagrestia di Santo Spirito un “confronto” imperdibile: fino al primo novembre porte aperte per i visitatori

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Un confronto ambizioso ma denso di significato. E quello che si stabilisce da oggi fino al primo novembre nella sagrestia della basilica di Santo Spirito. Dove, per ricordare i 20 anni del “ritorno a casa” del Crocifisso di Santo Spirito di Michelangelo, si crea una suggestiva continuità, tutta contemporanea, con la Crocifissione di Lorenzo Puglisi. Una mostra che non è una mostra nel senso stretto del termine, quanto una riflessione sulla potenza, il mistero e l'umanità, ieri come oggi, della figura del Cristo e del suo sacrificio.

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Così il dipinto di Puglisi immerso nel buio, a fianco dell'emozionante candore del Cristo del Buonarroti, rivela l’essenzialità estrema della forma pittorica in rapporto con quella che il Vasari indicava come la “carnosa morbidezza” propria della scultura. Organizzata da Francesca Sacchi Tommasi di Etra Studio, in collaborazione con ArtCom Project, l'apertura della mostra è stata salutata, oltre che dalla presenza dall'artista, dal Priore di Santo Spirito, padre Giuseppe Pagano, dal poeta Davide Rondoni che ha letto una poesia composta per l’occasione e dall'intervento a tutto campo di un inarrestabile Vittorio Sgarbi.

Come per altri capolavori, anche il Cristo di Michelangelo ha vissuto il suo iter avventuroso fatto di attribuzioni, dispersioni, rinvenimenti. Michelangelo lo scolpì tra il 1493 e il 1494 “a compiacenza del priore”, cioè per ringraziarlo dell’ospitalità e dell’opportunità di studiare anatomia. Per secoli l'opera è rimasta nel “nascondimento”, nel senso che se ne erano perdute le tracce, ancorché la sua esistenza fosse testimoniata dal Vasari. Proprio da qui partono le ricerche di Margrit Lisner che, grazie all’accoglienza dell’agostiniano Guido Balestri, permisero il ritrovamento del Cristo e la sua attribuzione a Michelangelo. Dal 1962, anno della sua riscoperta fino a oggi, il Crocifisso ha vissuto una lunga storia che lo ha condotto al Museo Buonarroti, dove è rimasto fino al dicembre 2000, quando gli Agostiniani riuscirono a ricondurlo “a casa”. In Santo Spirito però, a causa di trasformazioni architettoniche, non fu possibile ricollocarlo nell'ambiente originale e così fu scelta la Cappella Barbadori della Sacrestia di Giuliano da Sangallo. Da parte sua Lorenzo Puglisi, artista che vive e lavora a Bologna, ha realizzato un dipinto a olio su tavola di pioppo sagomata a forma di croce con fondo nero (una tradizione che origina dalla pittura dei primitivi e che nell’arte contemporanea si era perduta) su cui emergono, silenziosi e rarefatti monili, i risultati della sua “ricerca di povertà", cioè le rappresentazioni della testa inclinata, delle mani e dei piedi del Cristo morto in croce.

Sottolinea l'artista: «La visione della scultura di Michelangelo tocca il cuore e ha una leggerezza e una delicatezza rare. Per me pittore, da subito, è emersa l’esigenza di cercare una pittura vitale e scultorea. Il mio tentativo di pittura si rivolge alla visione di qualcosa che è altro dal visibile empirico, ma col quale è inseparabilmente intrecciato: la ricerca dell’essenziale della rappresentazione, come ambizione e fine, è legato alla ricerca di essenzialità nella vita e ne è conseguenza e speranza di conoscere. Crocifissione, umanità, mistero: è tutto in queste tre parole». Ingresso 2 euro. Info www.basilicasantospirito.it e 055 210030. —
 

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