Gioco
Barbera, impresa tra lo scetticismo ma mancano gli interpreti maschili
Il direttore ha portato a termine una Mostra cui nessuno credeva In attesa dei Leoni di stasera si celebra la supremazia delle donne
Stasera conosceremo il verdetto della giuria, ma un vincitore c'è già ed è Alberto Barbera. Il direttore che è riuscito a portare a termine brillantemente una Mostra alla quale, fino all'ultimo momento, nessuno credeva, soprattutto gli stranieri. Convinto che, al contrario di Cannes, Venezia non dovesse arrendersi al Covid, Barbera ha fatto ricredere anche coloro che erano venuti al Lido carichi di timori e preoccupazioni: tutto ha funzionato nel migliore dei modi, dalle prenotazioni online al distanziamento, dall'uso delle mascherine alle procedure di ingresso, più snelle degli anni precedenti e senza intoppi. Bisognerà tenerne conto ogni volta che riaffiorerà il trito stereotipo dell'Italia impreparata e arruffona. La Mostra, che farà da modello a tutti gli altri Festival che dovranno convivere con la pandemia, ha dimostrato che si può ripartire, che possiamo tornare al cinema e che è possibile perfino organizzare i grandi eventi. Anche del programma non è certo il caso di lamentarsi: il bilancio è positivo perché, se non abbiamo visto capolavori, la qualità media è stata più che decorosa, non molto al di sotto degli anni precedenti, solo particolarmente incline verso il cineclub d'elite. Mancando i picchi e gli abissi, il Totoleoni è più difficile del solito: fosse per noi, sul podio ci sarebbero "Cari compagni" del russo Andrei Konchalovsky, "Pezzi di una donna", prodotto da Martin Scorsese e diretto da Kornei Mundruczo e "Nuovo ordine" del messicano Michel Franco.
Ma anche "Nomadland", ultimo film in concorso proiettato ieri sera, potrebbe aspirare al Leone per gli applausi interminabili che hanno salutato la storia di una nomade che, all'uggia claustrofobica delle pareti di una casa preferisce la vita on the road su un camper, attraversando gli Stati Uniti per godere il contatto con la natura e l'amicizia dei senzatetto. L'interpretazione straordinaria di Frances McDormand potrebbe vincere addirittura l'Oscar, oltre alla Coppa Volpi qui a Venezia. Per la quale però ha molte rivali temibili, visto che sono una decina i film in concorso che hanno protagoniste che se la meriterebbero (pensiamo soprattutto a Vanessa Kirby, Julia Vysotskaya e Romola Garai), tanto che non invidiamo la giuria che dovrà sceglierne solo una. Per il motivo contrario, siamo anche curiosi di sapere a chi andrà la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile: su 22 film in concorso ricordiamo pochissimi protagonisti maschili e non ci viene in mente nessun attore per cui ci siamo spellati le mani dagli applausi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
