Toscana
Pippi Calzelunghe, la prima Greta Forte, libera, dalla parte delle bimbe
50 anni fa debuttava la serie tv, sabato e domenica maratona su DeAJunior
«Pippi Calzelunghe aveva 9 anni e se ne stava lì completamente sola; non aveva né mamma né papà, e in fin dei conti questa non era una cosa atroce se si pensa che così nessuno poteva dirle di andare a dormire proprio quando si divertiva di più o propinarle l’olio di fegato di merluzzo quando invece lei desiderava caramelle». L’autodeterminazione del bambino e la donna tanto forte da sollevare un cavallo e da non aver bisogno di nessuno. Questo è Pippi Långstrump, nome completo Pippilotta Viktualia Rullgardina Succiamenta Efraisilla Calzelunghe, bambina così autonoma, forte, indipendente, antesignana del ’68 e del femminismo. Il libro di Astrid Lindgren uscì nel 1945. Ne fu tratta una serie con Inger Nilsson, che debuttò sulla Rai il 6 settembre 1970. DeAJunior (Sky623) la trasmette dal 2010 e propone sabato e domenica una maratona, titolo “Pippi sei mitica”.
E mitica la ragazzina dai capelli rossi continua a esserlo: ricorda Greta Thunberg. Il volume con le avventure, tradotto in 54 lingue, ultima lo zulu, ebbe però le sue difficoltà a uscire: troppo rivoluzionario. Troppo ispirato alla vita della scrittrice. Nata nel 1907 a Vimmerby, Astrid fa la stenografa nel giornale locale: a 18 anni il direttore, sposato e con 4 figli, la mette incinta. I genitori sono religiosissimi, lei va a Copenaghen a partorire. Poi Lindgren trova un impiego, sposa il capufficio, ha due figli. Scrive romanzi, articoli. Non le hanno mai dato il Nobel. Secondo l’Accademia, era disdicevole conferirlo a una scrittrice per ragazzi. E così, per i 90 anni, il governo svedese le assegna 7 milioni e mezzo di corone, stessa cifra del premio. Astrid Lindgren morì nel 2002; dorme sulla collina di Vimmerby, accanto alla famiglia, nel dolce cimitero che sembra uscito da uno dei suoi racconti.
E Vimmerby a sua volta ripropone in un parco a tema il mondo di Astrid Lindgren, l’altra faccia di Disneyland. Nessuna tecnologia: 140 mq di boschi, colline, ruscelli, in mezzo ai quali gli attori interpretano i personaggi letterari. È il teatro all’aperto più grande di Svezia, con Villa Villacolle, la casa di Pippi, a vegliare su tutto. Pippi ha condizionato anche l’infanzia di Inger Nillson, che l’ha interpretata per tre anni, da quando ne aveva nove. Da allora l’attrice, che di anni ne ha 61, vive a Stoccolma, e non ha figli, resta indissolubilmente legata a quella bambina forte e intrepida. Con il Signor Nilsson, la scimmietta, perennemente sulla spalla, sollevava Zietto, il suo grosso cavallo a pallini, combatteva ladri e malfattori, salvava gli amici Tommy e Annika, non sottovalutava mai i pericoli. Inger non si identificava con Pippi: «Non vedevo somiglianze. Però da lei ho imparato l’indipendenza, questo sì. Il libro era rivoluzionario per i tempi, e lo fu anche la serie tv, che divenne un simbolo della rivolta femminile e giovanile. La popolarità spesso non mi piaceva. Tutti mi vogliono, sempre per parlare di lei. Ma io recitavo, quella bambina non ero io». –
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