Il Tirreno

«Tovaglia a quadri» diventa film

GABRIELE RIZZA
«Tovaglia a quadri» diventa film

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Da venticinque anni “Tovaglia a Quadri” si svolge fra le mura medievali di Anghiari, come una “cena toscana con una storia da raccontare in quattro portate”. Raccontare una storia, ogni anno diversa, seduti uno accanto all’altro, ad ascoltare, parlare, ridere. Nel segno della convivialità, della complicità e della condivisione. Ma questo è un anno diverso. Immaginare di poter rovesciare gli stereotipi vernacolari per creare un rito collettivo, dove si mangia, si canta, si ride e si digerisce, immersi in una realtà locale che rimanda a rapporti e relazioni universali, era praticamente impossibile. Bisognava inventarsi qualcosa per non mancare all'appuntamento. Una nuova formula che, nel rispetto del distanziamento imposto dall'emergenza sanitaria, comunicasse le stesse emozioni. La tecnologia viene in soccorso e la storia, seppur modificata e resa virtuale, può andare avanti. “Tovaglia a Quadri - scrivono gli ideatori Andrea Merendelli e Paolo Pennacchini - è da sempre stare stretti, mangiare e bere, commentare, condividere il gusto: ma la legge parla chiaro: niente cibo, niente bevande prima durante e dopo gli spettacoli. E quindi? Che fare? Semplice: farla comunque. Noi ci saremo lo stesso e faremo in modo che tutti possano essere presenti. Come? Via streaming con un film. Un vero e proprio film che gireremo al Poggiolino e nel centro storico di Anghiari, in spazi senza commensali e senza cibo, mettendo tuttavia al centro della storia un antico forno del pane, protagonista di questo nuovo mondo post pandemia che vogliamo semplicemente esorcizzare”. Il film, scritto e diretto dagli stessi Merendelli e Pennacchini, sarà disponibile a richiesta con sottotitoli in inglese a partire dal 24 agosto fino al 6 settembre. Anche in questi tempi di crisi planetaria legata alla pandemia, non viene meno l'attaccamento a tematiche di memoria civile della collettività, una delle caratteristiche salienti della manifestazione: piccole e grandi storie che vanno dalle miniere etrusche a Leonardo, dal brigantaggio alle deportazioni nazifasciste, dall’emigrazione in Argentina alla svendita dell’acqua pubblica, dagli artigiani alla crisi della sanità fino ad arrivare alla crisi occupazionale della Buitoni.

Storie antiche o temi di potente attualità, come quelli legati agli immigrati che qui sono numerosi, quanto indispensabili per le coltivazioni di tabacco pregiato. —

GABRIELE RIZZA

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