Lutto
Chiara Francini, toscanissima Ofelia: «Interpreto l’amore più struggente»
«Spettacolo dedicato a tutte le donne che hanno sofferto per una passione. Sulla scena due schermi con video che riportano alle difficoltà del lockdown»
Chiara Francini questa sera, venerdì 21 agosto, vestirà i panni della protagonista nello spettacolo di Steven Berkoff “L’amore segreto di Ofelia”. Sul palco de La Versiliana e domani a Pistoia si confronterà con uno dei personaggi teatrali femminili più amati. «Ofelia siamo tutte - esordisce l’attrice toscana - è un personaggio struggente. Anche i pittori l’hanno dipinta tantissime volte perché è l’immagine dell’amore senza confini, della passione che travalica ogni cosa, dell’amore così come lo vive una donna. Anche l’Ofelia di Berkoff è una donna che si dona completamente a questa passione che poi si ritrova a galleggiare in una vita che le ha tolto il suo grande amore, Amleto e suo padre».
Da dove nasce la fascinazione che ha per Ofelia?
«La grande fascinazione per questo personaggio dipende dal fatto che racconta una favola alla quale tutti noi abbiamo creduto. Tutte noi abbiamo creduto fortissimamente in un amore, tutte abbiamo sofferto in una maniera tale che ci sembrava di morire. Si tratta di un testo molto attuale, di un epistolario, un mezzo in assoluto attraverso cui una passione può sostanziarsi, ma senza alcun contatto, come il momento che stiamo attraversando.
La regia di Luigi de Angelis e la drammaturgia di Chiara Lagagni hanno attualizzato questo testo.
«Sì, lo spettacolo si apre con due attori che devono provare in questo momento di lockdown un testo d’amore, un epistolario, una storia d’amore senza alcun contatto. Sulla scena ci sono due enormi schermi nei quali vengono mandati video che sono stati registrati da noi, con i quali noi dal palcoscenico interagiamo in una sorta di prisma. Io sono l'attrice che deve interpretare Ofelia e che all'inizio dello spettacolo non è affatto contenta dell'attore che le viene presentato per fare Amleto e via via durante le prove dello spettacolo, durante la lettura di questo epistolario nel momento in cui interpreta Ofelia, grazie all'universalità dell'amore che racconta Shakespeare è come se si fondesse con lei. Il mio personaggio alla fine diventa un tutt’uno con lei».
Cosa significa fare teatro adesso?
«In questo momento più di altri il mio lavoro è per me un atto di bellezza e quasi doveroso, un modo di ricominciare consapevolmente. Divertirsi in modo consapevole è fondamentale seguendo tutte le norme, in questo momento difficile in cui ci sentiamo depauperati da un motivo di svago ma che arricchisce.
Il teatro parla del nostro quotidiano…
«Il teatro è un affresco della nostra realtà, parla di noi in questo caso è uno spettacolo divertente, struggente, vivo e necessario».
E come scrittrice a cosa sta lavorando?
«Sto ultimando il mio quarto romanzo che uscirà in autunno sempre con Rizzoli, un romanzo che mi dà la possibilità di soddisfare la mia curiosità perché racchiuderà molte storie, forse il più complesso che abbia scritto e mi auguro che venga accolto bene come i precedenti, “Un anno felice” il precedente libro potrebbe avere una vita cinematografica». —
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