Il Tirreno

L'INTERVISTA

La svolta di Simona Ventura: «Basta reality, faccio la talent scout»

Elena Torre
Simona Ventura, 55 anni, col futuro marito Giovanni Terzi
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Simona Ventura, 55 anni, col futuro marito Giovanni Terzi

La presentatrice al Caffè della Versiliana racconta i progetti televisivi che ha in mente e cerca giovani da lanciare 

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Simona Ventura e Giovanni Terzi saranno i protagonisti questo pomeriggio alle ore 18,30 del Caffè della Versiliana e per la prima volta incontreranno il pubblico di Marina di Pietrasanta. Titolo dell’incontro sarà “Televisione e dintorni” e lei che è stata la regina indiscussa dei reality show di questi ultimi anni tra Rai e Mediaset si lascerà intervistare rispondendo anche alle domande di Terzi, giornalista e scrittore con il quale a breve convolerà a nozze.

Simona Ventura, iIn televisione ha fatto le trasmissioni di più grande successo, tutto ciò che è reality è passato sotto la sua sensibilità.

«Sì in effetti sono stata l’unica ad aver fatto reality sia come conduttrice che come concorrente, ne ho vissuto tutte le sfaccettature e al di là che non lo farei più nel modo più assoluto perché L’Isola dei Famosi è stata veramente dura, devo dire che è stata una bellissima esperienza».

Se fosse possibile fare un bilancio delle trasmissioni che ha fatto qual è quella che rifarebbe senza indugio?

«Rifarle non sarebbe possibile, perché hanno avuto un riscontro incredibile ma in tempi diversi da quelli attuali, adesso ci sono modi di comunicare differenti, le cose che avevano un certo successo ora sono completamente ribaltate dalle nuove tecnologie. Certamente ci sono delle cose che rifarei anche domani: per esempio un reality registrato, perché con gli attuali sistemi di registrazione si possono creare racconti con grande ritmo, storie molto più accattivanti. Sarebbero più simili ai prodotti di Netflix e delle altre piattaforme che in questo momento hanno grande seguito».

Lei è una persona che mette grande entusiasmo ed energia nel proprio lavoro. Le è capitato un momento di particolare emozione che le ha insegnato qualcosa, che l’ha cambiata?

«Tanti momenti, perché la verità è che sono sempre molto emozionata prima di andare in onda, di fare qualunque cosa. Credo sia una cosa molto bella, ogni avventura, ogni trasmissione ti dà energia, ti insegna qualcosa. Le persone che mi circondano, quelle con le quali ho lavorato mi dimostrano sempre un grande affetto, mi chiamano, mi rimangono affezionate e questo mi fa molto piacere. I propri collaboratori sono la benzina senza la quale la macchina non si muoverebbe, noi possiamo anche essere i piloti ma se non abbiamo un grande autodromo e un team in grado di seguirti e che ti vuole bene è difficile fare dei risultati».

Come diceva la televisione è molto cambiata, è cambiato il modo di fruizione da parte del pubblico.

«Sì è così, ma la tv generalista ha ancora molto da dire. Perché anche se tendiamo a pensare che non avendo delle tematiche possa finire non credo che accadrà in breve tempo, la gente ha ancora voglia di tradizioni, soprattutto il pubblico italiano. Basta pensare a Sanremo, un vero e proprio rito collettivo, o ai telegiornali, non è vero che la tecnologia vince su tutto. C’è una fascia di pubblico per la quale la tv per come la conosciamo è di grande compagnia, combatte la solitudine, un ruolo molto importante».

Cosa le piacerebbe offrire a quel tipo di pubblico?

«Ho fatto tante cose, adesso mi piacerebbe avere degli spazi per continuare a fare scouting, dare una possibilità ai ragazzi che hanno voglia di lavorare in ogni ambito artistico e non solo, perché possano trovare nei miei contenitori o in un’accademia un luogo in cui potersi esibire, mostrare il loro valore. Questo mi piacerebbe fare, creare una sorta di “ufficio di formazione” per le giovani generazioni, mi entusiasmerebbe molto».

Stavo per chiederle che cosa la entusiasma…

«Mi entusiasma lanciare come ho sempre fatto nuovi talenti, è molto che non nascono nuovi talenti in televisione anche se quest’anno i ragazzi del Collegio hanno molto lavorato a Settimana Ventura e si sono fatti valere e questo mi fa molto piacere. Nessuno aveva mai pensato di puntare sui ragazzi del Collegio, un format Rai di grande successo, e di chiamarli nei propri programmi».

Quindi possiamo dire che ancora oggi la stupisce ciò che riesce a fare?

«Più che altro mi fa piacere avere ancora questa passione, chi mi segue lo sa. Tante donne mi scrivono, mi seguono, mi vogliono bene, ho la fortuna di avere dalla mia parte tanto pubblico. Al di là delle trasmissioni e delle ore che passo in televisione, il pubblico percepisce tutto, soprattutto quello di oggi, abituato a tanta offerta e in grado di scegliere chi ha davanti anche in base a come si comporta».

Sul palco della Versiliana sarà stimolata dalle domande di un giornalista che non è proprio un giornalista qualsiasi. Potrà sottrarsi alle domande che le farà?

«Ma no, anzi mi diverte molto rispondere a tono, mi piace molto quindi sarò prontissima! Poi io non voglio mai conoscere le domande in anticipo, come accade spesso in ambito politico. Sono pronta!».
 

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