Attenzione
Monticchiello, un paese che si mette in scena
Mai come quest'anno ha senso ridare valore allo spirito di comunità di cui il teatro è un momento esemplare di incontro, di riflessione, specialmente a Monticchiello, paesino della Val d'Orcia, accanto a Pienza, che da 54 anni ogni estate si mette in scena, proponendo col suo Teatro Povero un “autodramma”.
Quest'anno è il gioco di parole ''Isole d'istanti'' il titolo dello spettacolo, creato come sempre collettivamente e recitato dagli abitanti, che cercano di affrontare i problemi del presente legandoli al ricordo del passato, al far rivivere le proprie radici. Dopo settimane di lockdown, il tema non poteva essere che la situazione precaria, incerta che si sta vivendo, e la necessità di non rinunciare a questo appuntamento costruendo un lavoro itinerante per angoli e piazzette del paese - per piccoli gruppi di spettatori in quattro turni consecutivi - tra strada, scalette e finestre, per ribadire, come dicono tre attrici all'inizio, che «isolati non si esiste più» e che c'è un senso e «ci si sente sicuri solo se c'è una comunità», come dichiara alla fine uno dei musicisti della banda che si avvia suonando perché «s’è sempre fatto e, finché ci sarà permesso, noi si continuerà a fa’».
Monticchiello è un paesino medioevale praticamente intatto col suo grande duomo al centro e chiuso nelle sue mura. Questa volta non si sta tutti seduti in piazza davanti a un palco, ma a gruppi, mascherine sul volto, si parte da sotto la torre accanto alla porta, mettendo in chiaro la confusione generale attraverso il discorso di due guardie che, discutendo se il "nemico" sia davvero sparito o sia solo nascosto, devono decidere in base a regolamenti e decreti se possono far entrare o meno le persone, che se vanno per il teatro, come spettatori, non ne hanno diritto, mentre come turisti arrivati da fuori, sì.
Appena si entra, si è coinvolti nella vita del paese segnata da quel che è accaduto, in un continuo rimando tra passato e presente. Quindi un video con una lezione su Zoom e ragazzi e docenti che discutono di connessioni, seguito da un maestro di campagna anni '50 con tre scolari che arrivano infangati e in ritardo per i problemi con le bestie a casa. Con la costruzione esemplare dei due coordinatori e registi Giampiero Giglioni e Manfredi Rutelli si prosegue attraverso una dozzina di stazioni sino al finale con la banda e poi verso l'uscita da una porta simbolica, verso «lo spazio infinito del fuori, fuori della finzione, nella vita vera». Tra i tanti interpreti, citiamo i due storici Idro Guidotti e Arturo Vignai, ultraottantenni attori consumati. Si replica sino al 23 agosto, prenotazione obbligatoria tel. 0578755118.
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