Gioco
Give, le mani intrecciate di Quinn, la scultura nell'incanto di Boboli
La grande installazione dell’artista romano da settembre sarà a Pietrasanta. Simboleggia il donare senza ricevere. Schmidt: «Un messaggio per l’ambiente»
È un abbraccio pacificante quello che offre “Give”, due mani intrecciate, opera di Lorenzo Quinn, lo scultore noto per le sue grandi installazioni, da oggi esposta in anteprima al Giardino di Boboli, dove resta fino al 5 settembre prima di prendere la via di Pietrasanta per essere installata nel Parco Internazionale di Scultura nell'ambito di un progetto sponsorizzato dall'Onu contro il cambiamento climatico. Quinn, romano, classe 1966, si è fatto conoscere dal grande pubblico soprattutto in occasione della Biennale veneziana del 2017, quando le sue “grandi mani” marcarono, visibili da lontano, la navigazione lungo il Canal Grande. Ora torna ad esplorare i significati del suo soggetto preferito. La nuova opera simboleggia il senso del donare senza ricevere. Secondo l’artista l’ispirazione è maturata dal rapporto tra l’umanità, il mondo e in particolare la natura che ha sempre dato e continua a dare senza pretendere niente in cambio. La scultura, realizzata in resina e materiale riciclato, in modo da trasmettere un messaggio basato sulla sostenibilità ambientale, recupera un messaggio forte di fratellanza con la mano di un uomo che si unisce a quella di una donna, portatrice di un messaggio di pace rivolto a tutti e simboleggiato da una pianta di ulivo. «Ancora una volta gli Uffizi – sottolinea il direttore della Galleria Eike Schmidt - si rendono protagonisti di un’iniziativa artistica che collega il capoluogo con un’altra città sul territorio della Toscana. Il giardino di Boboli accoglie un'opera destinata a Pietrasanta, per richiamare insieme il rispetto, l’attenzione e la tutela dovuti all’ambiente e al nostro bellissimo paesaggio». Il significato dell'opera risulta chiaro, abbracciando il rispetto per la natura, la cura dell'ambiente, la solidarietà, l'attenzione per gli altri, per i deboli, per chi è solo.
Ma Lorenzo Quinn ci tiene a ribadire la portata simbolica del suo lavoro: «Nella vita per ricevere bisogna dare. E tutti noi abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere molto dalla terra. Per questo Boboli è da sempre una fonte di ispirazione con il suo verde e il richiamo alla natura. Il mio vuole essere un messaggio di speranza. La mano dell’uomo è mia, quella della donna è di una modella, la loro unione rappresenta tutta l’umanità». —
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