Il Tirreno

STASERA A CASTELNUOVO GARFAGNANA 

«Scritte da altri, ma mie...» L’omaggio di Neri Marcorè ai grandi cantautori italiani

LUCA TRAMBUSTI
«Scritte da altri, ma mie...» L’omaggio di Neri Marcorè ai grandi cantautori italiani

3 MINUTI DI LETTURA







Dopo l’esibizione dello scorso 15 luglio a Fiesole, Neri Marcorè riporta in Toscana, con una versione differente, il suo spettacolo “Le Mie Canzoni Altrui” in cui il poliedrico artista marchigiano si cimenta con la sua anima musicale. Il concerto in scena questa sera (ore 21,30) alla Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo Garfagnana, è la personale rilettura di alcuni dei principali cantautori della scena italiana: Gaber, Dalla, De Gregori, Fossati. Il focus della serata poi si concentrerà su Fabrizio De Andrè che è la grande passione di Marcorè. È un legame molto forte quello che unisce l’attore, presentatore ed imitatore, alla canzone d’autore, un rapporto che affonda le radici nella sua gioventù. «Queste canzoni - dice Neri anche in merito al titolo dello spettacolo -sono altrui nel senso che sono scritte da altri, ma sono mie perché appartengono a quel repertorio che ascolto da tanto tempo e che mi piace suonare. Da qualche anno porto in giro questo spettacolo che era iniziato come un hobby nato dalla passione ed al piacere del canto che poi è stata la prima scintilla che a 12 anni mi ha portato sul palco».

Il legame però con la forma canzone l’attore l’ha portato in scena anche in veste teatrale come ad esempio con produzioni come “Un certo signor G”, “Beatles Submarine”, “Quello che non ho”. «Io nasco così, come cantante - dice - quando ho iniziato, quasi per caso, questa professione facevo questo. Poi si è aggiunto il cinema, le presentazioni, le imitazioni ed anche il teatro. Se riesco a fare un po’ di tutto - ammette - è perché mi diverto.” “Le mie canzoni altrui” è un format variabile, sia nella forma che nel contenuto. A Castelnuovo ad esempio sarà in scena la versione più intima e minimale; ad accompagnare Neri Marcorè (voce e chitarra) ci sarà il solo Domenico Mariorenzi, alla chitarra, bouzouki e pianoforte. «Lo spettacolo prevede nel tempo una scaletta molto variabile: ci sono dei brani fissi ed altri che escono e lasciano il posto ad altri». Quello che resta invariato è il tributo a Fabrizio De André: un ampio set del concerto sarà dedicato al cantautore ligure e prevede pietre miliari come "Quello che non ho", "Creuza de ma", “La canzone di Marinella”, ma anche composizioni meno sfruttate. «Ho iniziato ad ascoltare De André - dice Marcorè - quando ero bambino, grazie a mia madre. Crescendo ho apprezzato il connubio, meraviglioso, tra musica e testi. Così, insieme a Gaber, De Gregori e Fossati è diventato uno dei miei riferimenti musicali. Mi piace la sua onestà intellettuale, il suo sguardo privo di pregiudizi e l’incapacità di emettere giudizi e tantomeno sentenze, andando spesso contro il consenso facile, sempre in direzione ostinatamente contraria. Non potrò mai dimenticare il suo ultimo concerto al Brancaccio di Roma». A dare possibilità di lavoro in questo difficile momento è ancora una volta la musica. «I teatri sono chiusi - dice Marcorè - e questo spettacolo musicale, come altri, permette ai tecnici e musicisti di poter lavorare». Per quanto lo riguarda ha adottato, sin dalla prima ora, la politica dell’autoriduzione del cachet. «Viste le condizioni di ridimensionamento del pubblico e quindi degli incassi ridotti, è giusto darsi una mano per lavorare un po’ tutti». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web