Gioco
«Mi chiamo Gina, la vostra amica etrusca Racconto Terricciola oggi e 2.200 anni fa»
La misteriosa immagine femminile di un’urna cineraria diventa ambasciatrice “in 3D” del territorio. E ci parla
terricciola
«Sono Gina tutta d’un pezzo, di nuovo tutta di un pezzo e mi trovo sul coperchio di un’urna cineraria femminile composto da due frammenti». Si presenta così la cittadina più “vecchia” di Terricciola, Gina. Signora elegante dal profilo austero ma dallo sguardo sereno. Ci osserva, apre incuriosita, tranquillamente adagiata su un’urna cineraria etrusca. Gina è stata scoperta in modo fortuito e in due diversi momenti, nel 2014 e nel 2019, in località Casanova di Terricciola. Oggi è di nuovo tutta d’un pezzo, appunto. E in più parla. Grazie alle più moderne tecnologie che l’hanno scannerizzata, trasformata in un modello 3D e fatta diventare ambasciatrice di Terricciola e delle sue meraviglie. Non potevamo non approfittare di questa occasione unica per intervistarla. Una chiacchierata, immaginaria, ovviamente impossibile, ma nei suoi contenuti infondo non così improbabile. Ecco cosa ci ha raccontato della sua terra.
Salve Gina e grazie di averci concesso questa intervista.
«Grazie a voi, è un onore finire sul giornale. Anche se ad essere sincera mi sto abituando alla notorietà. Per essere qui mi hanno scannerizzato, fotografato in milioni di pose, sono una modella ormai. Per la precisione un modello 3D. E poi ora ho anche un sito internet con la mia storia e le mie foto».
Ci perdoni, sappiamo che a una signora non sta bene chiedere l’età, ma potremmo sapere all’incirca quando è nata?
«Vi perdono, ma solo perché comprendo il rilevo scientifico dell’informazione. Ho vissuto qui intorno nel secondo quarto del II secolo a.C. e da qui non mi sono mai allontanata, che motivo ne avrei avuto! Avete visto quanto è bello?».
Ha proprio ragione. E forse per questo legame, che viene così da lontano, col territorio, che hanno deciso di farla diventare ambasciatrice di Terricciola.
«Vero. Nessuno meglio di me sa quanto sia ricca questa terra, dolci queste colline, deliziosi i suoi frutti, soprattutto il suo vino! Ma non crediate che il succo della nostra uva sia l’unico tesoro. Guardate il paesaggio qui intorno: ha conservato nei secoli bellezza e armonia. Le colture sono quelle della tradizione. Questa terra argillosa, grigia da sembrare la Luna, è preziosa per i nostri cereali. Il farro e il grano che si alternano alle viti e alle decine e decine di orti di cui la buona gente di Terricciola si prende cura personalmente. Passeggiare in mezzo a questa natura è rilassante e riserva sorprese: ci si può imbattere in ipogei di straordinaria bellezza, ambienti sotterranei scavati nel tufo di grande fascino ».
Come si vive a Terricciola?
«La qualità della vita è buona, negli anni sempre di più persone hanno scelto di venirci a vivere: tutto è a misura d’uomo, armonioso, accogliente. E le condizioni climatiche sono favorevoli: non ho mai sofferto di reumatismi, qui non c’è umidità, sapete? E poi la gente! I terriccolesi sanno come divertirsi, ve lo dico io. Un calendario di feste come il nostro è difficile da trovare».
Sembra una testimonial turistica.
«Portrebbe essere il mio prossimo mestiere. Da qui è facile raggiungere tutte le principali mete della Toscana... siamo baricentrici. Noi etruschi abbiamo sempre saputo». —
Valentina Landucci
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