Italia
Gabbani torna live
«Basta streaming ho voglia di dare emozioni reali»
È con grande positività che Francesco Gabbani sta affrontando il difficile e timido ritorno ai live. Alcune piccole situazioni si stanno affacciando offrendo al pubblico degli eventi in sicurezza, con le condizioni imposte dalle nuove norme per i live. Anche il cantautore toscano è stato costretto a “smontare” tutte le attività che accompagnavano e seguivano l’uscita di “Viceversa” l’album post Festival di Sanremo 2020. «Immaginavo un iter diverso da quanto successo. Per il lockdown - dice Gabbani - ho dovuto arrestare i “firma copie” che avevano una media di 500 persone al giorno. Alla fine - continua - cerco di cogliere il lato positivo da ogni situazione e così mi trovo con un progetto nuovo. Non pensavo di fare un tour ma solo l’Arena di Verona l’8 ottobre (ora rinviata al 26 aprile 2021). Ho così deciso per una serie di concerti atipici non previsti. Sarà uno spettacolo concerto, diverso per le caratteristiche e la dimensione che è più intima. Un live acustico, con parti parlate dove racconterò la mia storia, in terza persona, tramite l’Amico Fritz. Spiegherò il mio percorso - prosegue Gabbani - la mia evoluzione artistica ed umana. In concerto ho sempre parlato in maniera spontanea, qui però c’è una parte più teatrale, con qualcosa di simile ad un copione. Ci sarà un approccio leggero ed introspettivo. Poi basta - dice ridendo - non posso spoilerare altro. Mi auguro di far ridere, sorridere ed emozionare, che poi è la mia caratteristica, anche nella scrittura musicale».
Una delle prime date di questo tour è fissata per il 13 agosto alla Fortezza di Mont’Alfonso a Castelnuovo di Garfagnana (Lucca), concerto già esaurito in prevendita. «Sono sorpreso e felice del sold out. Nel tour ce ne sono anche altri, pure fuori dalla Toscana. Certo - prosegue - questi “pienoni” vanno “pesati”; sono più facili da fare perché ci sono meno posti, ma non è così scontato riempire. Hanno quindi più valore, anche simbolico. È il segnale che la gente ha voglia di tornare ad un concerto, alla normalità, elaborare quanto successo. Egoisticamente vedere queste cose mi fa bene, aumenta la consapevolezza, dà un senso a ciò che faccio».
A proposito del lungo isolamento che abbiamo lasciato alle spalle Gabbani dice: «Io l’ho passato serenamente, non mi posso lamentare, vivo in mezzo al verde non ho sofferto più di tanto. Certo, è stato strano ed ho messo a disposizione ciò che faccio con delle dirette social per fare compagnia e banalmente è servito. Ora però con questi live - ammette - voglio dare delle emozioni, che arrivano e passano dalla presenza fisica. Durante la quarantena ci siamo riempiti, aiutati e consolati con le dirette streaming, ma non sono certo paragonabili alla dimensione ed emozione del concerto».
Una delle problematiche che investe i live post covid sono i nuovi costi di gestione, in relazione anche al ridotto numero di partecipanti. Si contraggono quelle “economie”, spesso già risicate, che reggono l’organizzazione dei live. «Ci sono ovviamente molte ristrettezze. Io ho scelto di fare i concerti abbattendo il cachet e guadagnando di meno rispetto alla normalità. Il mio sforzo sta in questo, ma è tutta la condizione che è ridimensionata, ad esempio non c’è una “produzione” esagerata, tutto è minimal, dal palco alle luci. Però così, per quanto minimo, c’è un guadagno ed un senso».
Queste occasioni inoltre permettono alla filiera dello spettacolo di rimettersi faticosamente in moto.
«Ho scelto di fare questi concerti anche per dare un supporto alle persone che lavorano con me, dai musicisti ai tecnici. Una boccata d’ossigeno a chi lavora in ambito musicale tecnico. Purtroppo non credo che basterà per tutti, anche perché ci sono pochi concerti. È una situazione drammatica».
Per rivivere i grandi live occorrerà aspettare ancora, come per quello di Gabbani all’Arena di Verona, che, rinviato di parecchi mesi, pare essere ancora lontanissimo. «La vedo distante. Non ci sto pensando. So però che sarà un concerto particolare, una grande festa, mi preoccuperò di fare uno spettacolo con gli ospiti». Ma questo è il futuro, il presente è più intimo, semplice e diretto.
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