Il Tirreno

I cento lupi che azzannano il centro di Firenze

GABRIELE RIZZA
I cento lupi che azzannano il centro di Firenze

Le opere di Ruowang nelle piazze dell’arte 

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GABRIELE RIZZA

Sono in tanti. Un centinaio. La bocca spalancata, i muscoli tesi, la posizione di attacco, pronti a balzare e azzannare la preda. Il mondo è selvaggio anche se siamo in piazza Pitti, l'imponente reggia medicea come quinta, e in Santissima Annunziata, incorniciati dalla leggerezza del loggiato brunelleschiano che racchiude lo Spedale degli Innocenti. Giganteschi e feroci, da oggi al 26 ottobre, i lupi invadono il cuore di Firenze. E' un branco minaccioso quello plasmato da Liu Ruowang (classe 1977, uno dei maggiori artisti cinesi contemporanei, fra i più quotati a livello internazionale), sono creature allegoriche, un che di infernale le avvolge, fuse in ferro e pesanti ciascuna 280 chili. Lupi che ora e qui, invasori di spazi altrimenti simbolo di pacificante armonia, svelano una portata di enorme inquietudine e invadente distopia. Come leggerli allora e interpretarli?

Quale il loro messaggio? Forse una risposta della natura alle devastazioni e al comportamento predatorio dell’uomo nei confronti dell’ambiente? O forse una riflessione sui valori della civilizzazione, sulla grande incertezza in cui viviamo oggi, e sugli effettivi rischi di un annientamento irreversibile? E ancora una critica nei confronti di un mondo votato all’autodistruzione? Un appello disperato alla salvaguardia ambientale di tutto il pianeta? Progettata da Matteo Lorenzelli (titolare della omonima galleria milanese), la monumentale installazione di Liu Ruowang, nell'ambito delle iniziative che celebrano i cinquanta anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Repubblica popolare cinese, dopo un passaggio a Napoli in piazza Municipio nello scorso autunno, ha trovato accoglienza a Firenze, grazie alla collaborazione tra gli Uffizi e Palazzo Vecchio. Era presente anche il sindaco di Napoli De Magistris, ultimo ad avere ospitato l’installazione. «Il lavoro di Ruowang – sottolinea il direttore della Galleria Eike Schmidt - interagisce liberamente con l’architettura cittadina, con i suoi abitanti o con chi è solo di passaggio, rispondendo così a un preciso intento dell’autore, il quale sostiene che 'per insegnare amore e rispetto per l’arte alle nuove generazioni, il metodo migliore sia far entrare l’arte nella vita quotidiana, rendendo i musei sempre più accessibili e non solo.Così il branco di lupi che assedia Palazzo Pitti, desideroso di varcarne la soglia, richiama la recente esperienza di tante specie selvagge rientrate in città durante il lockdown. È la metafora del rapporto uomo-natura. I lupi di Ruowang, eleganti, dalla chioma cesellata come negli antichi bronzi cinesi, ci invitano a riflettere sugli eccessi del progresso nella società contemporanea». —

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