Il Tirreno

stasera la prima 

Antropologi in scena Gli Omini di Buti ripartono dalle inchieste sul campo

Gabriele Rizza

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BUTI

Gli Omini ricominciano da dove erano partiti: inchieste sul campo, ascoltando, registrando, parlando con la gente, conversazioni, incontri, spunti, cronaca da far confluire in un canovaccio sotto forma di racconto. Sono istantanee di vita quotidiana che restituiscono l’immagine frammentaria del presente, fotogrammi di paesaggi urbani senza pretese, quelli che Gli Omini riversano in scena, un “metodo” che li trasforma in narratori, catalogatori e al tempo antropologi. Il “chi siamo e come siamo” messo in campo dagli Omini si è fermato a Buti per una “Indagine lampo sui butesi in memoria del tempo presente” che stasera alle 21,30 debutta in prima assoluta sul palcoscenico allestito in piazza Divisione Acqui. Lo spettacolo, in linea con la filosofia degli Omini, diventa una “butade” sullo spirito, il paradosso e l’immediato dell'antico borgo, famoso per la trippa, i maggi, i mobili e l’olio. Dicono Gli Omini: «In questo momento in cui il senso di responsabilità si sta estinguendo insieme al senso di appartenenza in favore di un costante appiattimento delle coscienze, c’è ancora qualcosa sotto la superficie? E dove si nascondono i pensieri diversi? Tutti conoscono il matto di paese, ma in quanti sanno la sua storia? Tutti sanno che c’è uno che porta iella ma conoscono la versione dello iettatore? Tenteremo di procedere per connessioni, lavorando contro il pregiudizio e per il dubbio».

Gabriele Rizza

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