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firenze: museo novecento 

I quadri di Mario Mafai in dialogo con l’arte della giovane Banchelli

G.R.
I quadri di Mario Mafai in dialogo con l’arte della giovane Banchelli

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FIRENZE

Due nuove mostre temporanee incorniciano l’estate fiorentina. Le promuove il Museo Novecento a partire da oggi fino al 12 ottobre, abbinando il nome di Mario Mafai a quello di Francesca Banchelli. «Un dittico espositivo all’insegna del coraggio e della passione per l’arte: un maestro del Novecento e una giovane artista del nostro tempo», sintetizza il direttore del museo Sergio Risaliti.

Mafai, scomparso nel 1956 a 54 anni, scandisce nella sua pittura un realismo arguto mai sensazionale, frutto di una meditata osservazione del paesaggio, uomini e cose, riconoscibili nel loro divenire quotidiano, disadorno e problematico. I quadri di Mafai, estratti dalla collezione permanente del museo, raccontano i decenni centrali della carriera del pittore a cavallo del secondo conflitto mondiale, sottolineando il legame con Roma (dove era nato nel 1902), la ricorrenza di alcuni soggetti (come le nature morte e i paesaggi), il sodalizio con altri artisti (tra cui Scipione e Guttuso) e l’impegno politico e sociale in difesa dell’uomo in anni tormentati per l’Italia e l’Europa sotto la dittatura nazifascista.

Quanto a Francesca Banchelli, l’artista toscana nata a Montevarchi nel 1981, è protagonista dell’ottavo appuntamento del progetto “Duel”, il cui titolo rimanda a un confronto dialettico tra gli artisti contemporanei e il patrimonio museale. “I cani silenziosi se ne vanno via”, così si chiama l’esposizione, rappresenta la prima personale della Banchelli all’interno di un museo italiano. Come molti altri artisti della sua generazione, Banchelli lavora con materiali e tecniche diversi, dalle azioni performative, tra danza e teatro, ai video, al disegno, alla pittura, alla scultura e al suono. Tutte le opere esposte restituiscono in questo senso la poliedricità della sua attività e si legano ad un progetto che l’artista porta avanti da diversi anni attorno al tema del fuggitivo. — G.R.

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